Associazioni unite per Mondragone

Posted by admin | Attualità | martedì 15 novembre 2011 09:44

Dopo l’ incontro avvenuto su iniziativa del Pres. Vincenzo BUFFARDI, presso la Sede dell’Associazione RIVIERA DOMITIA del 26 Settembre 2011, per sondare insieme ad altri Presidenti, la fattibilità di un movimento Associativo, e successivamente riunendoci: il 03 Ottobre 2011 presso la Sede dell’Associazione INCONTRO e del 19 Ottobre 2011 presso la sede del QUARTIERE MARE, dove è sempre emerso amore, orgoglio di appartenenza alterritorio, sofferenza e una grande volontà di riscatto, addivenendo alla volontà espressa palesemente di coinvolgere tutte le Associazioni della CITTA’ di MONDRAGONE ed il giorno 04 Novembre 2011, ore 20,00 presso la sede dell’associazione ARTIGIANI di Corso Umberto I° di Mondragone, dopo aver dato lettura del programma e la volontà espressa di unirsi è nato un MOVIMENTO di MUTUO SOCCORSO delle ASSOCIAZIONI x la RINASCITA di MONDRAGONE e della RIVIERA DOMITIA, denominato: ASSOCIAZIONI UNITE ” RINASCITA di MONDRAGONE”, è stato nominato all’unanimità come coordinatore del Movimento Associativo ” RINASCITA di MONDRAGONE ” il Pres. Quartiere Mare, nonché Vice Presidente dell’Associazione RIVIERA DOMITIA, Prof. Pietro CIRIELLO.
Nel rispetto degli statuti di ogni Associazione e dei suoi programmi si costituirà un coordinamento centrale del MOVIMENTO composto dai Presidenti di Associazioni più disponibili, con la programmazione di nominare un portavoce rapportato alle difficoltà da risolvere o da sostenere e che ci rappresenterà davanti ai nostri rappresentanti istituzionali. Inoltre si formeranno gruppi di lavoro secondo le proprie esperienze, attinenze e capacità, così suddivise: Sport; Cultura; Spettacolo; Turismo; Attività Imprenditoriali; Attività Produttive; Attività Artigianali; Attività commerciali; Attività Sociali; ecc. Ogni gruppo si eleggerà un proprio responsabile che li rappresenterà nel coordinamento centrale. Ogni Associazione aderente, può usufruire del logo che si andrà a formare, affiancandolo al suo e la possibilità di avvalersi di persone esperte o del settore. Un vero e proprio parlamentino locale e autonomo che cercherà coi fatti concreti di coinvolgere i cittadini e farli sperare in qualcosa di positivo, dando priorità assoluta al lavoro, famiglia e moralità, di certo avremo benefici per tutti.
Sarà un Movimento Apartitico e senza scopo di Lucro, perché uniti, possiamo essere ascoltati e rispettati dalle istituzioni che ci rappresentano ed insieme ad esse, affrontare i grossi problemi che attanagliano la Citta’. Ognuno di noi avrà un ruolo rappresentativo e importante in questo movimento di rinascita, ed insieme riscopriremo quell’orgoglio di appartenenza al territorio, di esistere e di essere, ormai assopito dalla rassegnazione.
Inizieremo a riscattarci e nel sentirci noi stessi, utili e indispensabili alla comunità e con il buon esempio che daremo, costituiremo un decalogo di comportamento rivolto a tutti i cittadini, in risposta del programma condiviso, che presenteremo ai rappresentanti istituzionali, per la rinascita di MONDRAGONE.
Il primo impegno che ci siamo assunti è di donare un albero di Natale da piantare in Piazza FALCONEe di prendere in esame un eventuale affidamento degli spazi verdi della CITTA’.

fonte: Redazione
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Gommista ucciso:Cassazione annulla sentenza

Posted by admin | Cronaca | martedì 15 novembre 2011 09:40

MONDRAGONE -  La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato la sentenza che in appello aveva visto due condanne per l’omicidio di Andrea Tartari, 35enne gommista bolognese ucciso la notte del 20 luglio 2008 a Porto Corsini, sul litorale ravennate, con sei coltellate, di cui quattro in zona cardiaca, per una banale lite innescatasi in strada attorno a un’auto parcheggiata sotto l’abitazione dei due imputati. Si tratta dei fratelli Salvatore e Giovanni Vertone, oggi di 44 e 41 anni, originari di Mondragone (Caserta) ma da tempo residenti sulla riviera romagnola, per i quali i giudici della Suprema Corte, come chiesto dalla Procura Generale – secondo quanto riportato dalla stampa locale – pur confermando il resto, hanno escluso l’aggravante dei futili motivi e hanno rinviato di nuovo tutto alla Corte d’Assise d’Appello di Bologna.

In primo grado, il 29 ottobre 2009, la Corte d’Assise di Ravenna aveva condannato Salvatore, indicato come esecutore materiale dei fendenti, a 24 anni e otto mesi di reclusione. E Giovanni, che secondo l’accusa tenne stretta la vittima da dietro, a 22 anni e otto mesi. Il Pm Roberto Ceroni aveva però chiesto l’ergastolo per entrambi. Pena che in appello, alla luce della contestata aggravante, era scattata per Salvatore. Mentre per Giovanni era stata confermata la pena. In Cassazione ci si era arrivati dal ricorso della difesa (avv.Paolo Trofino del foro di Santa Maria Capua Vetere). La Procura, a differenza del primo grado, aveva invece deciso questa volta di non ricorrere.

L’avvocato Antonio Gambetti del foro di Bologna – parte civile per conto della fidanzata della vittima, Katia, testimone oculare del delitto – si è detto “molto deluso” dalla sentenza, sebbene l’impianto accusatorio sia stato sostanzialmente confermato. Inoltre, secondo quanto riferito dal legale, ignoti hanno urlato frasi contro la presenza di Katia in udienza, tanto che la giovane è uscita accompagnata dalle forze dell’ordine.

Salvatore e Giovanni Vertone

fonte: www.pupia.tv
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Il Comune aderisce alla Giornata per la Vita

Posted by admin | Attualità | sabato 12 novembre 2011 11:31

Mondragone - La Città di Mondragone ha aderito, con delibera del commissario prefettizio, all’iniziativa  “30 novembre 2011- Giornata Mondiale delle Città per la Vita – Città contro la pena di morte”, campagna mondiale sostenuta dalla Comunità di Sant’Egidio. L’iniziativa, giunta alla decima edizione, nasce per celebrare il 30 novembre, anniversario della prima abolizione della pena capitale da parte del Granducato di Toscana,  quale giornata Mondiale delle Città per la Vita – contro la pena di morte. Il Comune, intanto, invita la cittadinanza a firmare l’appello per l’applicazione della moratoria generale delle esecuzioni sugli appositi modelli, presso la Ripartizione Sociale Culturale di via Salerno e la casa comunale in viale Margherita.

fonte: Redazione
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Operazione Speedy Cash 13 arresti

Posted by admin | Cronaca | venerdì 11 novembre 2011 08:51

TORRE ANNUNZIATA – Operazione antiusura “Speedy Cash”. Eseguiti dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Torre Annunziata 13 provvedimenti cautelari e sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro. Gli indagati reimpiegavano i proventi dell’usura anche in società fiduciarie.
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, in particolare del Gruppo di Torre Annunziata, in data odierna, all’esito di complesse indagini delegate da questo Ufficio di Procura ed eseguite a contrasto dell’usura, hanno eseguito, su disposizione del locale Ufficio Gip, 13 misure cautelari personali ed il contestuale sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro.
Le indagini hanno avuto inizio nel 2009 in forza delle evidenze emerse nell’ambito di un altro procedimento penale nel quale le vittime del reato – un intero nucleo familiare di imprenditori di Torre Annunziata – risultavano sottoposti a debiti di matrice usuraria da parte di F. O.. In quest’ultimo procedimento il F. è stato nel 2008 condannato dal Tribunale di Torre Annunziata a 7 anni e 6 mesi di reclusione, pena poi ridotta in sede di Appello, ed è stata disposta la confisca di beni per circa 2 milioni di euro tra i quali due centri di raccolta scommesse.
Da quelle indagini sono stati sviluppati ulteriori accertamenti – eseguiti anche mediante intercettazioni telefoniche e tradizionali tecniche investigative quali accertamenti bancari e documentali – che hanno permesso di appurare come gli indagati sopra menzionati fossero dediti a traffici usurari facendo frequentemente ricorso a minacce estorsive nei confronti delle loro vittime per la restituzione dei prestiti.
Le attività investigative, coordinate da questa Procura e svolte dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Torre Annunziata, hanno quindi permesso di quantificare un vasto giro di usura: i primi prestiti a tasso usurario risalgono al 2003, sono stati provati oltre 90 prestiti elargiti alle vittime – tutti imprenditori locali – soprattutto mediante la pratica del cambio assegni, complessivamente per un importo superiore ad un milione di euro e sistematiche condotte di estorsione e minacce portate ai debitori e ai familiari di questi da 4 degli indagati (per estorsione e per minacce).
Come è stato prima accennato, l’usura praticata si è concretizzata prevalentemente nel cambio di assegni ovvero nella concessione di prestiti mediante consegna all’usuraio di un assegno bancario con la corresponsione di un valore già decurtato dell’interesse mensile anticipato. Al termine della scadenza mensile, l’impossibilità delle vittime di restituire il capitale preso in prestito, faceva scattare il pagamento dell’interesse. Per tale meccanismo, ma anche per la più semplice erogazione di prestiti in denaro – non garantiti da un assegno – si sono osservati tassi di interesse annuali oscillanti tra il minimo del 30% ed il più alto del 1.825%. Quest’ultimo tasso di interesse, infatti, è stato riscontrato nel caso di usura di C. F. e G. G., su una somma aggiuntiva per ogni giorno di ritardo nel pagamento dell’interesse mensile.
Nel complesso, gli imprenditori avevano la maggior parte dei loro debiti con i coniugi C. F. e M. T., circa 500.000 euro, con un tasso di interesse annuale più elevato pari a 521,43%. Si riportano di seguito l’ammontare complessivo dei prestiti per ciascun indagato e l’interesse più alto praticato: per oltre 100.000 euro con F. O. (120%), 40.000 euro con A. V. (48%), 25.000 euro con C. F. e G. G. (1.825%), per 120.000 euro con I. L. e A. N. (180%), 21.000 euro con F. L. (120%), 140.000 euro con Flauto Michela (60%), circa 160.000 con Siano Gennaro (30%), 25.000 euro con C. C. (1.010,77%).
Sul piano dei sequestri patrimoniali, le articolate e complesse indagini della Guardia di Finanza del Gruppo di Torre Annunziata hanno permesso di accertare beni intestati agli indagati o a loro familiari nettamente sproporzionati rispetto ai redditi leciti da questi dichiarati.
Il caso più eclatante ha riguardato l’intera famiglia degli arrestati C. F. e M. T. che avevano intestato alle 4 figlie (tutte di Torre Annunziata) gli ingenti profitti dell’usura, risultando così, nel complesso, intestatari di un patrimonio sottoposto a sequestro dalle Fiamme Gialle stimato in oltre 4 milioni di euro tra immobili, polizze assicurative sulla vita, conti bancari, rapporti postali e investimenti in titoli finanziari. Sono stati quindi rilevati fruttuosi reimpieghi dei proventi dell’usura in capo alle figlie degli arrestati C./M., consistiti in investimenti per oltre 500 mila euro anche attraverso società fiduciarie, al fine di “schermare” i reali investitori dei fondi, impiegati nell’acquisto di titoli obbligazionari nazionali/esteri e nella sottoscrizione di polizze sulla vita. Alla maturazione dei profitti, quindi, dopo aver dato formale provenienza lecita degli stessi fondi affidati in gestione a società fiduciarie, gli investimenti sono tornati nella disponibilità delle figlie degli arrestati e sequestrati oggi su conti bancari e polizze sulla vita.
Altri indagati destinatari del sequestro di beni sono risultati F. M. per un valore patrimoniale di oltre 20.000 euro (2 rapporti bancari), F. L. per circa 600 mila euro (polizze sulla vita, conti bancari ed un’autovettura AUDI A3), C. F. e G. G. per circa 3 milioni di euro (polizze sulla vita, un terreno e 8 appartamenti, di cui uno in Provincia di Perugia, a Spello, ed una casa vacanza a Diamante, contrada Cucco, in Provincia di Cosenza), infine, S. G. per oltre 1.300.000 euro (conti e investimenti in titoli bancari e postali, 2 immobili a Mondragone, sul litorale Domiziano).
Nel complesso, pertanto, i beni sequestrati ed affidati ad un amministratore nominato da quest’Ufficio di Procura ammontano ad oltre 9 milioni di euro.
Quest’Ufficio ritiene che questo procedimento sia, tra l’altro, la dimostrazione di quanto sia necessario l’impiego dello strumento investigativo delle intercettazioni telefoniche.
Ciò non solo in considerazione del fatto che è un mezzo d’investigazione efficace ma anche perché la spesa affrontata per l’effettuazione delle intercettazioni è stata di gran lunga inferiore rispetto al valore dei beni sottoposti a sequestro. Difatti, le intercettazioni telefoniche sono costate allo Stato la somma di euro 7.242,60 mentre il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità degli indagati è stato stimato come ammontante ad euro 9.122.947,43.
Occorre poi considerare che parte dei predetti beni frutteranno ulteriori entrate per lo Stato. Ad esempio, nel caso degli immobili già locati ad altri soggetti, lo Stato – attraverso l’opera dell’amministratore giudiziario – avrà la possibilità di incassare i canoni di locazione che saranno poi sottoposti a confisca nel caso di una eventuale condanna. Saranno sottoposti a confisca, in caso di condanna, anche le disponibilità finanziarie rinvenute sui conti correnti bancari e i beni immobili potranno essere reimpiegati a fini sociali.
Questa operazione – denominata dalla polizia giudiziaria procedente “Speedy Cash” per la circostanza che le vittime ottenevano subito pronta cassa denaro contante dagli usurai – costituisce un’ulteriore indagine di rilievo in materia di usura portata a termine da quest’Ufficio di Procura, anche grazie alla professionalità ed alle competenze specialistiche che la Guardia di Finanza, quale Corpo di Polizia Economica Finanziaria, ha apportato con efficace determinazione all’esecuzione delle indagini. Con tale determinazione, questo Ufficio continuerà a contrastare tutte le attività delittuose, in particolare quelle tipiche della criminalità economica, anche per l’insidia che portano al tessuto economico locale con l’immissione di capitali di origine illecita.

fonte: Redazione
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Pm chiede 30 anni per Danilo Restivo

Posted by admin | Attualità | mercoledì 9 novembre 2011 10:45

Salerno – Una ‘personalita’ disturbata’ quella di Danilo Restivo, che ha ucciso con brutalita’ Elisa Claps. Con queste parole, al termine di una requisitoria che ha impegnato quasi tutta la prima udienza del rito abbreviato, il pm Rosa Volpe chiede 30 anni di carcere, con le pene accessorie con interdizione perpetua dai pubblico uffici e liberta’ vigilata per tre anni, il massimo per l’unica persona che gli inquirenti ritengono responsabile della morte della studentessa di Potenza, ritrovata lo scorso anno nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinita’, 17 anni dopo la sua scomparsa. Nelle oltre 6 ore di discussione il Pm, che segue il caso dal 1999 e conosce i 72 faldoni che raccolgono le 40mila pagine del processo, ha descritto la personalita’ dell’imputato dall’adolescenza, dagli episodi noti gia’ al tribunale dei minori, fino agli ultimi eventi, accennando anche alla condanna inflitta a Danilo Restivo dal tribunale inglese per l’omicidio della vicina di casa Haether Barnett. Un giovane che conosceva bene gli ambienti della chiesa della Santissima Trinita’, ben noto all’ex parroco don Mimi’ Sabia, poi deceduto. Il pm Volpe ha fatto cenno anche alle omissioni della gerarchia ecclesiale potentina, che non avrebbe esercitato il potere di controllo riconoscendo ‘autonomia a don Mimi’. Anche le lacune investigative della primissima fase sono state citate nell’aula gup del tribunale di Salerno. E’ stata ricordata la mancata acquisizione, nel giorno della scomparsa di Elisa, degli abiti che indossava Danilo Restivo, con la mancata perquisizione richiesta da un agente della squadra mobile, oggi in pensione e venuto a Salerno per dare solidarieta’ alla famiglia Claps, che in un’informativa alla procura di Potenza gia’ ipotizzava il coinvolgimento dell’ex studente di giurisprudenza. E in aula e’ emersa anche la testimonianza, che lo stesso Gildo Claps ha detto di ignorare, di due sorelle, ascoltate nel 2010, che hanno riferito un episodio accaduto nel 1992, un anno prima del delitto Dlaps. Le due giovani di Potenza furono invitate da Restivo nei locali attigui alla chiesa, con il pretesto, lo stesso usato da Restivo con Elisa, di un regalo. Le due sorelle inizialmente hanno seguito il giovane per le scale che conducevano al sottotetto, poi si sono mostrate perplesse. E alla fine sono scappate di fronte alla reazione violenta di Danilo rispetto alla loro titubanza. Dopo le perizie scientifiche compiute poi sul corpo di Elisa Claps, sui calcinacci e sul fogliame che ricoprivano i resti e sul sottotetto della chiesa, il pm ha ricordato le testimonianze discordanti sulle ore cruciali di quel 12 settembre 1993. Al gup Elisabetta Boccassini tocchera’ pronunciarsi sulla richiesta di condanna a 30 anni di carcere, L’udienza riprendera’ giovedi’ prossimo con la discussione del legale della famiglia Claps Giuliana Scarpetta, che nell’udienza di oggi ha gia’ ottenuto un primo importante risultato contestando la costituzione di parte civile della Diocesi di Potenza. Il gup, nonostante i pm Volpe e D’Alessio non si siano opposti, ha rigettato l’istanza del vescovo Agostino Superbo, presentata dall’avvocato Donatello Cimadomo, ritenendo la rivendicazione del danno subito, per la presenza del corpo di Elisa nel sottotetto della chiesa, in contrasto con l’omesso controllo sugli stessi locali. Attesa per la prossima udienza anche l’arringa del difensore di Restivo, l’avvocato Mario Marinelli, che durante tutta la fase delle indagini ha rivendicato l’innocenza del suo assistito, mantenendo sempre un profilo basso sulla strategia difensiva. Anche oggi, prima dell’avvio dell’udienza ha espresso fiducia nella giustizia riferendo anche l’auspicio di una “giustizia giusta almeno in Italia” trasmessogli da Danilo Restivo. E in merito alla richiesta dei pm Marinelli non si’ e’ mostrato sorpreso. “Ce l’aspettavamo” ha detto uscendo dall’aula. La sua arringa e’ prevista per Venerdi’. Il gip ha infatti disposto un’altra data per completare la discussione.

fonte: www.agi.it
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Inchiesta cimitero poggioreale

Posted by admin | Cronaca | mercoledì 9 novembre 2011 10:41

 NAPOLI – La Guardia di finanza di Napoli sta eseguendo il sequestro di cappelle funerarie, manufatti e loculi all’ interno del cimitero di Poggioreale nell’ ambito di un’ inchiesta della Procura di Napoli-sezione criminalita’ economica. Secondo quanto emerso dalle indagini alcuni imprenditori, d’ accordo con dipendenti comunali, sottraevano i resti mortali da cappelle funerarie, molte delle quali escluse per legge dagli atti di compravendita perche’ risalenti al 1800 e ne acquisivano la disponibilita’.

fonte: www.ansa.it
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Ambulante aggredisce polizia in via Toledo

Posted by admin | Cronaca | mercoledì 9 novembre 2011 10:36

NAPOLI – Un immigrato del Senegal, che vendeva borse di marca contraffatte in via Toledo, e’ stato arrestato dopo aver aggredito la polizia. Khadim Gaye, 20 anni, aveva steso a terra un lenzuolo bianco e vendeva la merce contraffatta. Una pattuglia di agenti del commissariato Montecalvario si e’ avvicinata per identificarlo, ma l’ immigrato ha reagito colpendoli al petto e fuggendo. I poliziotti lo hanno bloccato dopo una colluttazione. L’ immigrato ha urlato per chiedere aiuto e sul posto si sono radunate alcune persone, tra i quali un uomo che ha cominciato a scattare foto con il telefono cellulare, minacciando gli agenti di pubblicarle sul web. Quando i poliziotti hanno cercato di identificarlo l’ uomo e’ fuggito con l’ aiuto di alcuni passanti.

fonte: www.ansa.it
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Berlusconi: ‘ok impegni Ue, poi dimissioni’

Posted by admin | Attualità,Politica | martedì 8 novembre 2011 22:07

ROMA – Silvio Berlusconi non ha più la maggioranza alla Camera. I numeri sul rendiconto dello Stato approvato oggi dall’aula di Montecitorio, solo perché le opposizioni hanno deciso di non partecipare al voto, parlano chiaro: 308 voti a favore dell’esecutivo contro 321. Quota a cui arriverebbero tutte le opposizioni più i frondisti della maggioranza che oggi non si sono presentati a votare. Un risultato che lascia pochi margini di manovra al premier che, dopo un vertice a palazzo Chigi, si reca al Quirinale e dopo un faccia faccia con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano garantisce che annuncerà le dimissioni subito dopo il varo della legge di stabilità. La road map che il Cavaliere ha in mente, e che annuncia in diverse interviste televisive, conferma quanto ripetuto ai suoi fedelissimi nei giorni scorsi: “Dopo di me vedo solo le elezioni, il Parlamento è paralizzato”, mette in chiaro il capo del governo precisando però che “la scelta è nelle mani del Capo dello Stato”. Nessuna ipotesi viene scartata si spiega dal Quirinale. Nella nota con cui la presidenza della Repubblica spiega i contenuti dell’incontro con Berlusconi, si precisa tra l’altro: “una volta che il presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato, il Capo dello Stato procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione”. Insomma, per Napolitano ogni soluzione è aperta, anche l’ipotesi di un altro governo nel caso ci fosse una nuova maggioranza pronta a sostenerlo.

L’idea di un esecutivo tecnico, magari affidato a Mario Monti, così come un governo guidato da un altro esponente del Pdl (Letta o Alfano sono i nomi che circolano da ormai diverso tempo) viene bocciata dal Cavaliere così come dallo stato maggiore del partito: “Dopo Berlusconi, qualunque altra opzione, senza Berlusconi premier non sarebbe fattibile né accettabile nel rispetto del mandato elettorale del 2008″, precisa Altero Matteoli. Stesso ragionamento che fa Maurizio Lupi: “L’unica soluzione è il voto anticipato”. L’obiettivo del capo del governo sarebbe quella di arrivare allo scioglimento delle Camere per poi andare al voto proponendo come candidato premier il segretario del Pdl Angelino Alfano. Un progetto che avrebbe ricevuto l’ok della Lega Nord che vede col fumo negli occhi lo spettro di un “governissimo” guidato da un tecnico come Monti con l’appoggio di tutte le opposizioni e di una fetta consistente del Pdl. E questo anche perché la preoccupazione che attanaglia il partito di via dell’Umiltà, dopo le defezioni dei frondisti, è quella di “una vera e propria emorragia” di parlamentari pronti ad accettare un esecutivo di transizione per evitare le urne. Disponibile a tale soluzione è il leader del Pd Pier Luigi Bersani. Il segretario democratico chiede che il capo del governo acceleri la formalizzazione delle dimissioni e rilancia l’ipotesi di un esecutivo tecnico. Pollice verso invece all’opzione Letta o Alfano: “Non sarebbe transizione ma continuazione”, mette in chiaro. Ipotesi condivisa anche dal Terzo Polo. Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini chiama in causa direttamente il Cavaliere: “Sono convinto che Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria dell’Italia non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale”. Chi evita di cantare vittoria è il leader dell’Idv Antonio Di Pietro preoccupato che Berlusconi possa mettere in atto “l’ormai famoso mercato delle vacche” recuperando i malpancisti come fece l’anno scorso sulla mozione di sfiducia del 14 dicembre.

STASERA VERTICE BERLUSCONI-PDL A PALAZZO GRAZIOLI - Nuovo vertice a palazzo Grazioli questa sera intorno alle 21. Dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi ha convocato a via del Plebiscito i vertici del Pdl.

OPPOSIZIONI, OK DIMISSIONI MA ORA GOVERNO TRANSIZIONEdi Cristina Ferrulli

Dopo tutti i tentativi messi in campo, alla fine la spallata al Governo da parte delle opposizioni non arriverà in Parlamento. La ‘road map’ concordata tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premier Silvio Berlusconi, ‘congela’ infatti l’affondo deciso dalle minoranze, che erano pronte a presentare una mozione di sfiducia. Il confronto, invece, si sposta su come accelerare l’iter della legge di stabilità per impedire che il Cavaliere, dimettendosi a dicembre, chiuda le possibilità di un governo di transizione e punti al voto anticipato. Il Pd, addirittura, pur di chiudere gli spazi, annuncia con Bersani un suo possibile via libera al provvedimento – dopo comunque una “rigorosa” verifica – invocando al contempo la formazione di un governo di transizione. Una soluzione che raccoglie il convinto favore dell’Udc di Casini che, salutando la “via d’uscita” imboccata dopo l’incontro del Colle, entra in pressing su Berlusconi auspicando che ora abbia anche “la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale”.
Il film della giornata non ha però avuto sin dall’inizio un finale scontato. Per senso di responsabilità, chiesto dal Quirinale, il centrosinistra ha scelto di non partecipare al voto sul rendiconto consentendone così l’approvazione. Ma, prima dell’incontro al Colle, l’intenzione era di non fare nuovi ‘regali’ alla maggioranza, pianificando una mozione di sfiducia da votare quanto prima. “Noi non molliamo, Berlusconi si deve dimettere subito perché il paese non può aspettare 15 giorni”, assicurava nel pomeriggio Pier Luigi Bersani. E i numeri dei deputati della maggioranza che non hanno votato confermava la strategia dell’opposizione, altresì convinta che davanti al baratro altri parlamentari, contrari al voto, seguiranno. Certo, il leader del Pd era stato facile profeta osservando con i giornalisti che “Berlusconi è imprevedibile e quindi non si sa che cosa dirà a Napolitano”. L’esito dell’incontro al Quirinale spiazza l’opposizione che guarda con diffidenza alle mosse del premier: il sospetto è che a questo punto il premier cercherà di prendere più tempo possibile con il ddl stabilità per evitare la nascita di un nuovo governo. “Se approva la legge in una settimana – spiega un dirigente del Pd – va bene, altrimenti non ci facciamo prendere in giro per un mese perché é chiaro che lui vuole arrivare più in là possibile per poi andare al voto”. In serata lo stato maggiore del Pd si è riunito per valutare varie opzioni per accelerare le dimissioni. L’obiettivo è lavorare per allargare la base parlamentare per chiedere, quando ci saranno le consultazioni, un governo di transizione. “Noi per convenienza di partito – spiega Franceschini – dovremmo volere le elezioni visto che i sondaggi ci danno vincenti in ogni tipo di alleanza ma, siccome c’é un emergenza nel Paese, serve un governo di transizione che affronti le misure economiche e faccia una nuova legge elettorale”. Una posizione che non viene sposata però dal leader Idv Antonio Di Pietro , tornato a chiedere le elezioni che “sono il percorso migliore e immediato”. Della difficoltà dell’opposizione di concordare su una linea univoca sul governo di transizione è cosciente il leader Udc Pier Ferdinando Casini che, lasciando il Transatlantico dopo il voto, si limita ad un sibillino: “Non è ora di parlare, è ora di operare”.
fonte: www.ansa.it
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Ultimo atto, in cella 35 esponenti casalesi

Posted by admin | Cronaca | martedì 8 novembre 2011 10:04

Aversa- Dalle prime ore della notte di ieri, i carabinieri del reparto territoriale diAversa e del comando provinciale di Caserta sono stati impegnati in un’ampia operazione per catturare 35 esponenti di spicco e di vertice del clan dei casalesi facenti parte del gruppo Schiavone-Bidognetti. I destinatari del provvedimento dovranno rispondere di pesanti accuse, tra le quali associazione di stampo mafioso, omicidio estorsione, usura , traffico di droga, armi. L’operazione, denominata “Ultimo atto”, è stata coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Cesare Sirignano, Giovanni Conzo e Catello Maresca, ed ha visto impegnati 200 militari, supportati dagli elicotteri dell’Arma, in diverse regioni italiane. L’esecuzione delle ricerche, perquisizioni , battute e catture, interessa diverse regioni italiane. Particolari ulteriori saranno resi noti, nelle prossime ore, dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha coordinato le indagini.
Destinatari dei provvedimenti, sono 35 di cui oltre la metà già detenuti per altri motivi. Sono Fabio Abate, 50 anni; Alessandro Abbamundo, alias “‘O Lione”, 32; Massimo Alfiero, 39; Giuseppe Barbato, alias “Peppe Cascione”, 32; Raffaele Bidognetti, 37, alias “O Puffo”; Giovanni Cellurale, alias “Deltone”, 39; Luigi Chianese, alias “Giggin ‘o Sant”, 44; Alessandro Cirillo, alias “‘O Sergente”, 35; Secondino Costanzo, alias “Quagliucciello”, 29; Giuseppe Cristofaro, alias “Peppinuccio”, 62; Giacomo D’Aniello, alias “‘O Mister”, 51; Salvatore De Santis, alias “Buttafuori”, 34; Antonio Di Tella, 36; Mario Gagliardini, 28; Nicola Gagliardini, 38, Nicola Garofalo, alias “Badoglio”, 48; Fabio Gerundino, 30; Davide Granato, 36; Giovanni Iometti, alias “Pappacione”, 33; Antonio Lanza, alias “‘O Piotta”, 35; Raffaele Lucariello, 31, di Gricignano, nipote del boss detenuto Orlando Lucariello; Luciano Morrone, alias “‘O Mignulus”, 52; Antonio Nugnes, alias “Rtill – O Cumpariello”, 32; Antonio Oliva, alias “‘O Funaro”, 68; Luigi Panfilla, alias “Palla moscia”, 54; Alessandro Rucco, 27; Angelo Rucco, alias “Angiolett ‘o chiattone”, 25; Rosario Scarano, 39; Giuseppe Setola, alias “Peppe ‘a puttana”, 41; Salvatore Spenuso, alias “Capasecca”, 37; Giovanni Vassallo, alias “‘O Mericano”, 47; Luciano Vassallo, alias “‘O Figlio do ‘mericano”, 23; Giorgio Ventre, alias “Giorgio ‘a camorra”, 58; Giuseppe Ventre, alias “Peppe ‘o curt”, 53; Lorenzo Ventre, alias “Lola – ‘O Becchino”, 37.

fonte: Redazione
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I ciechi lasciati senza sostegno

Posted by admin | Attualità | martedì 8 novembre 2011 09:01

Sono quelli campani. A lanciare l’allarme il presidente regionale dell’Unione ciechi Pietro Piscitelli, nel corso di una conferenza stampa a Salerno

Negli ultimi anni, il Terzo settore è stato sovente sacrificato sull’altare della Patria in nome dei sacrifici e dei tagli giustificati come necessari. A farne le spese, tra gli altri, anche i non vedenti, i quali in Campania rischiano di chiudere tre strutture: a Caserta, Benevento e Avellinoper mancanza di fondi.

“NON POSSIAMO PAGARE LUCE E TELEFONO” – Salvatore Campitiello, il presidente dell’Assostampa Valle del Sarno insieme con l’Assostampa Napoletana, ha organizzato un dibattito nella sala Tommaso Sica della sezione provinciale di Salerno. Ciò che dice il presidente regionale de l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Pietro Piscitelli è desolante e allarmante: “La morte civile della categoria sta passando nel silenzio totale: a giorni saremo costretti a chiudere le sezioni provinciali poiché non riusciamo a pagare nemmeno le bollette di luce e telefono (…)Attualmente le strutture vengono finanziate con un contributo 22mila e 500 euro, stanziati lo scorso anno. “In passato, le nostre strutture in Campania hanno rappresentato il fiore all’occhiello della Onlus – ha spiegato Piscitelli – basti pensare che con la legge regionale n. 34 del 1982 erano stati erogati 100 milioni di lire e che nel 2002, appena entrata in vigore l’euro, la cifra era arrivata ad ammontare a ben 250mila euro”.

COSTRETTI A CHIUDERE ALCUNE STRUTTURE – Prosegue il presidente: “Ora non ci sono più soldi per pagare gli affitti, le utenze, e ci sono i dipendenti da mesi senza stipendio: tra pochi giorni saremo costretti a chiudere le strutture di Avellino, Benevento e Caserta, tentando di far sopravvivere almeno quelle di Napoli e Salerno”. Attualmente, in Campania, l’associazione conta circa 10mila iscritti per i quali vengono offerti gratuitamente i supporti scolastici per i bambini, l’assistenza pomeridiana per lo studio, la formazione al lavoro, attività sportive e riduzioni sui viaggi. Un supporto che rischia di andare in malore, come tante altre cose nel nostro Paese.
fonte: Redazione
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Incidente a Napoli un morto e due feriti

Posted by admin | Cronaca | martedì 8 novembre 2011 08:56

NAPOLI – Una persona e’ morta e altre due sono rimaste ferita in un incidente stradale avvenuto sulla SS 268 ”del Vesuvio”, nel comune di Somma Vesuviana. A provocare la collisione sarebbe stata un’auto che procedeva in direzione di Angri: la vettura, per cause in corso di accertamento, ha invaso la corsia opposta. Nella collisione sono rimasti coinvolti altri veicoli e sul posto si trovano ora personale del 118, le squadre di pronto intervento Anas e della Polizia stradale. Si registrano forti rallentamenti.

fonte: www.ansa.it
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Cede pavimento in sala d’attesa

Posted by admin | Cronaca | lunedì 7 novembre 2011 11:48

Trentola-Ducenta – Sono cadute 4 metri sotto il livello del pavimento le tre donne che questa mattina, poco dopo le 9.30, si trovavano nel laboratorio di analisi cliniche “Misso”. Le tre donne stavano aspettando il loro turno per compiere alcune analisi quando si e’ aperta una voragine all’interno dello studio medico che le ha fatte sprofondare giu’, dove si trova una grotta usata nei primi anni ’60 per imbottigliare vino. Le tre donne, Maria Maddalena Costanzo, di 66 anni, la figlia Paolina Scaraglio, di 43, e Laura Picone di 32, quest’ultima all’ottavo mese di gravidanza, sono rimaste ferite e sono state trasferite dai medici del 118 presso l’ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa. La piu’ grave e’ Laura Picone, ricoverata al pronto soccorso con ferite multiple da politrauma. Nessun timore, per i medici, per la vita del bambino che porta in grembo. Sul posto sono giunti per primi gli agenti della polizia municipale di Trentola Ducenta, poi i vigili del fuoco che hanno richiesto l’intervento dello speleologo.

Fonte: Redazione

 

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Pompei: Si lavora per salvare gli Scavi

Posted by admin | Attualità | lunedì 7 novembre 2011 10:55

Caro direttore, negli Scavi di Pompei ricorre un anniversario di grande vergogna e di inaudita gravità. Il 6 novembre non crollò un edificio romano (una patacca come ebbe a dire chi, autorevolmente, intese prontamente minimizzare) ma un velo spesso, tessuto con slogan e banale propaganda, rigido come un muro che nessuno immagina possa crollare. Nubifragio e Pompei diventa off limits. Fu utilizzato per nascondere il degrado, la lunga incuria e l’abbandono dell’area archeologica di Pompei. Si veniva da un tormentato e discutibilissimo periodo di due anni di gestione commissariale degli Scavi (oggi oggetto di delicate indagini della Procura della Repubblica e della Corte dei conti), voluta dal Governo dopo aver preso atto del fallimento delle gestioni ordinarie. Fu decretato un solenne «stato d’emergenza» che incuriosì i media del mondo intero, proprio come per le alluvioni e le varie catastrofi naturali. «Naturalmente» anche gli scavi furono gestiti dalla Protezione civile. Il ricorso all’emergenza (il Vesuvio aveva sepolto Pompei duemila anni prima, non la settimana precedente) fu giudicato inopportuno dalla Corte dei conti, ma solo dopo che si erano già spesi quasi 79 milioni di euro, con procedure d’appalto semplificate e non tutti in necessarie attività di conservazione dei monumenti archeologici. Ma, a quanto pare, di tutto questo, tra non molto, la magistratura spiegherà i fatti, con cifre e nomi dei responsabili. Spesso, in passato, sempre ai massimi livelli, con ciclica ricorrenza, si è affermato, con enfasi planetaria: «Ecco il piano che salverà Pompei», ed ancora «Privati in campo per salvare Pompei» fino alla sublimazione, dopo la gestione commissariale: «Abbiamo salvato Pompei». A pochi mesi da quella frase pronunciata nel Parlamento, la festa fu rovinata dal crollo della Schola Armaturarum. Da allora un susseguirsi di crolli ad annuncio pubblico, seguito da uno sciame di «anonimi», «minori», «di scarso valore archeologico» e finanche di «due muri moderni», resi noti da un sottosegretario. Vi è stato, ma forse, visto il successo, si prorogherà, un «festival dei crolli», comunicati spesso impropriamente da soggetti diversi dalla soprintendenza competente. Ora sembra ripartire il ciclico ottimismo. Oggi la visita agli scavi del Commissario europeo Hahn, accompagnato dai ministri Galan e Fitto. A Pompei dovrebbero essere spesi tutti i 105 milioni del contributo europeo, ha assicurato Galan, e non circa la metà come previsto nel piano ufficiale d’interventi straordinari, varato dal Ministero ed approvato dal Consiglio superiore dei beni culturali prima dell’estate. Non è da escludere la protesta da parte di quelle aree (Campi Flegrei, Napoli, Ercolano, Stabia, Oplontis, Poggiomarino) prima destinatarie di fondi e poi escluse. Il titolo più usato al mondo per descrivere la condizione dell’area archeologica pompeiana è stato: «La seconda morte di Pompei». Nessuno, crediamo, sia più disposto a leggerlo. L’occasione, forse l’ultima, sono i finanziamenti europei, sempre che, ad interventi straordinari e mirabolanti che creano solo ribalta e talvolta speculazioni, si privilegi un «grande piano straordinario di manutenzione ordinaria», di quelli silenziosi, scientificamente rigorosi, capace di creare tanti posti di lavoro duraturi, che garantiscono un futuro a tanti giovani e al nostro patrimonio culturale.

Fonte: Antonio Irlando Osservatorio patrimonio culturale
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Trasportava un chilo di cocaina nella pancia

Posted by admin | Cronaca | lunedì 7 novembre 2011 10:51

CASERTA – Trasportava cocaina pura nel suo addome. I carabinieri di Aversa hanno arrestato, oggi sabato 5 novembre, un nigeriano, con l’accusa di traffico di droga. Le forze dell’ordine insospettiti dall’anormale atteggiamento del trafficante durante un normale controllo, lo hanno prima perquisito e poi trasportato al vicino ospedale di Aversa, dove i medici, dopo aver effettuato analisi cliniche approfondite, hanno trovato nel’addome dell’uomo circa 50 ovuli contenenti cocaina pura, per un totale di un chilo e dal valore di circa 100 mila euro. Secondo gli investigatori la droga era destinata per il mercato degli stupefacenti dell’Agro Aversano. Il nigeriano era provvisto del regolare permesso di soggiorno.

fonte: www.corriere.it
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Maltempo e polemiche Slitta Napoli-Juve

Posted by admin | Sport | lunedì 7 novembre 2011 10:46

La decisione del rinvio di Napoli-Juventus su ordinanza prefettizia è arrivata all’ora di pranzo e ha scatenato polemiche in un calcio che a volte fatica ad aprirsi al resto del mondo. Al comitato per l’ordine pubblico riunitosi in mattinata in piazza del Plebiscito hanno preso parte il prefetto Andrea De Martino, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, l’assessore alla Protezione Civile della Regione Campania, Edoardo Cosenza, e il direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon (una presenza che innescherà la scintilla polemica). La decisione è stata determinata per la tutela dell’incolumità dei tifosi che si sarebbero recati allo stadio (oltre 50 mila) e per il forte dispiego di forze dell’ordine nell’emergenza maltempo sviluppatasi fra napoletano e salernitano (fra la notte scorsa e stamattina), che fra l’altro ha portato alla morte di un uomo a Pozzuoli e all’allagamento dell’autostrada Napoli-Salerno in diversi tratti, con chiusura di diversi caselli (Ercolano e Torre Annunziata Sud), oltre a smottamenti vari. Resta l’allarme in Costiera Amalfitana e nei comuni intorno a Sarno, dove il tragico bilancio dell’alluvione del maggio ’98 fu di 159 vittime.

LA POLEMICA — Ma proprio mentre la Prefettura comunicava la decisione (tra l’altro messa per iscritto in un’ordinanza solo qualche ora dopo) il sole splendeva su Napoli e in casa Juve sono aumentate le perplessità, lette fra le righe del comunicato ufficiale: “Dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita e siamo in un buon momento di forma, reduci da una bella vittoria. Il Napoli, che ha partecipato al vertice, avrà certamente avuto qualche elemento in più per aiutare le autorità nell’analisi”. Come dire: Bigon e il Napoli hanno spinto a non giocare una partita che si poteva giocare (per favorire il recupero dei propri giocatori stanchi dopo il match di Monaco), partecipando al comitato e spingendo in questa direzione. Anche se successive dichiarazioni dell’a.d. Beppe Marotta sono dello stesso tenore: “Abbiamo appreso la notizia da Sky, ho chiamato immediatamente la Lega, che in quel momento non era a conoscenza. Successivamente ho ricevuto una telefonata del direttore sportivo del Napoli Bigon che mi ha comunicato quanto deciso al termine del vertice”. Il d.s. Bigon non sapeva ancora, tempisticamente, di questa presa di posizione juventina quando ha commentato a Sky: “Prendiamo atto e dal punto di vista del Napoli è stata una decisione condivisibile”.

LA RISPOSTA DEL NAPOLI — Poi, nel tardo pomeriggio, arrivano le meditate dichiarazioni da casa Napoli. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha commentato in maniera istituzionale: “Condivido pienamente la decisione del prefetto di Napoli Andrea De Martino, presa in un momento di forte criticità meteorologica in tutta la provincia di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano una attenzione particolare. Il calcio è uno spettacolo meraviglioso, questa partita lo sarebbe stato ancor di più, ma la realtà di questi giorni è un’altra ed è sicuramente prioritaria all’evento sportivo”. Più caustico il tecnico Walter Mazzarri: “Dispiace non aver giocato questa gara, la notizia del rinvio è giunta in ritiro durante il pranzo e di certo ha colto tutti di sorpresa. Eravamo pronti a scendere in campo concentrati e carichi per dare una gioia ai nostri tifosi. Siamo coscienti però che le ragioni di sicurezza hanno la priorità assoluta ed in questo momento il nostro pensiero va alle vittime di Genova e all’uomo che questa mattina ha perso la vita a Pozzuoli”. Come dire: cara Juve anche noi volevamo giocare e vincere e a Napoli non avresti passeggiato.

fonte: www.gazzetta.it
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Ecco libro fotografico su ‘Supersic’

Posted by admin | Sport | lunedì 7 novembre 2011 10:41

ROMA – ”Marco sorride.Ancora.Sorride sempre e dovunque.Sorride su ogni foto che si trovi in giro per la stampa e per il web,sorride nella testa di chi lo ricorda”.Parole ed emozioni targate Marco Simoncelli e racchiuse in’Supersic’,un volume fotografico, in libreria dal 14 novembre, maturato sull’onda della forte commozione per la precoce scomparsa del pilota della MotoGp.Un’opera che mette insieme, immagine dopo immagine, quello che Sic e’ stato per chi lo ha seguito nella sua breve ma esaltante carriera.

fonte: www.ansa.it
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