Caserta: arrestato imprenditore camorristico

Posted by admin | Cronaca | mercoledì 26 ottobre 2011 07:38

CASERTA – E’ stato consigliere comunale e poi assessore ai Lavori Pubblici, alle Finanze e all’Urbanistica nel comune di Trentola Ducenta (Caserta), oltre a essersi candidato con l’Udc alle ultime elezioni provinciali, non risultando eletto, Luigi Cassandra, l’imprenditore arrestato oggi dalla Guardia di Finanza e accusato di essere prestanome del boss latitante Michele Zagaria al termine delle indagini della Dda che hanno portato al sequestro di un complesso sportivo.

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Abusivismo: operazione a Capri

Posted by admin | Cronaca | mercoledì 26 ottobre 2011 07:34

CAPRI  - Operazione dei carabinieri di Capri (Napoli) per contrastare il fenomeno dell’abusivismo sull’ isola. I militari dell’Arma hanno denunciato in stato di liberta’ i componenti di una famiglia, i coniugi 55enni, ed il figlio 25 enne con la moglie 24 enne in quanto rispettivamente proprietari ed utilizzatori di un abitazione abusiva di 60 metri quadrati con aree pavimentate e delimitate da muretti per una superficie totale di 150 metri quadrati, il tutto realizzato abusivamente, nella zona di Tiberio, un’area panoramica di Capri sottoposta a vincolo di tutela ambientale.

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Nuove accuse a Pisani ex capo Mobile

Posted by admin | Cronaca | lunedì 24 ottobre 2011 08:36

NAPOLI – Ci sono commercialisti, impiegati, ma anche presunti usurai o prestanome al servizio del crimine cittadino. Diciotto indagati: sono i destinatari di avvisi di conclusione dell’inchiesta sul riciclaggio di denaro sospetto in alcuni ristoranti di Chiaia.

Quattro mesi dopo arresti e sequestri, la Procura di Napoli cala gli assi e chiude formalmente le indagini su un presunto gruppo di soci ritenuti capaci di ripulire e portare all’estero soldi di origine sospetta, riconducibili al contrabbando e all’usura, se non addirittura alla camorra targata Lo Russo.

Diciotto indagati, c’è anche il primo dirigente Vittorio Pisani, per oltre sette anni a capo della squadra mobile più produttiva d’Italia, in grado di macinare arresti di boss e killer della camorra dati per imprendibili.

Dallo scorso 30 giugno a Roma, in seguito alla notifica di un divieto di dimora a Napoli, Pisani ora si vede recapitare l’atto conclusivo dell’inchiesta. Un atto che fa in genere da preludio a una probabile richiesta di processo.

Poche pagine dunque per confermare e arricchire i punti cardine dell’indagine condotta dai pm della Dda Sergio Amato e Enrica Parascandolo: se lo scorso giugno Pisani rispondeva di violazione di atti coperti da segreto istruttorio e favoreggiamento, oggi si è aggiunta anche l’accusa di falso e abuso d’ufficio, in relazione alle indagini su due annotazioni di servizio indirizzate dalla Questura in Procura.

Centrale il rapporto tra l’ex capo della Mobile e gli imprenditori Marco, Massimiliano e Carmine Iorio, a loro volta ritenuti legati agli esponenti della famiglia Potenza. In sintesi – si legge nell’atto di chiusa inchiesta -, Pisani avrebbe aiutato Marco Iorio e Bruno Potenza «ad eludere le investigazioni», dopo che in questura erano arrivati due esposti anonimi destinati ad accendere i riflettori sulla catena di ristoranti gestiti a Chiaia. Avrebbe invitato – è la tesi dei pm – i due imprenditori «a mettere le carte a posto».

Ma non è tutto. Da questo momento le indagini sono andate a fondo e a ritroso, anche alla luce di quanto dichiarato dallo stesso Pisani nel corso di un lungo interrogatorio di garanzia dinanzi al gip Foschini. È così che arrivano nuove accuse per l’ex capo della Mobile. Falso e abuso d’ufficio, mettendo a confronto gli ultimi accertamenti investigativi con le due annotazioni di servizio spedite dalla Questura (una a firma del questore, l’altra a firma dello stesso Pisani) in Procura.

Più in particolare, scrivono i pm, Pisani «nel redigere l’annotazione di servizio dell’11 febbraio 2011, poi trasmessa a firma del Questore di Napoli, induceva quest’ultimo ad attestare il falso». Falso per induzione, dunque. Insomma, dopo gli esposti anonimi sui rapporti tra Iorio e Potenza, dalla Questura sarebbero partite note ritenute non veritiere e poco approfondite. Scrivono ancora i pm: nella prima annotazione di servizio, viene trasmessa «una visura camerale ordinaria in luogo di quella storica, normalmente effettuata per tale tipo di verifiche», rappresentando il falso a proposito delle presunte «cointeressenze» tra gli Iorio e i figli di Mario Potenza (questi ultimi dediti al contrabbando e all’usura).

Stessa accusa anche per la seconda nota. È l’undici marzo scorso, quando da via Medina parte una relazione più dettagliata, questa volta completa di visura camerale storica, in cui Pisani si sarebbe però «limitato a comunicare all’autorità giudiziaria quanto risultante dalla stessa, così omettendo nuovamente di riferire quanto a lui noto in merito alle effettive cointeressenze esistenti tra gli Iorio e i Potenza». Difeso dai penalisti Vanni Cerino e Rino Nugnes, Pisani si è detto pronto a dimostrare la correttezza della propria condotta…

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Camorra: arrestato boss del Vomero

Posted by admin | Cronaca | lunedì 24 ottobre 2011 08:33

NAPOLI – Il boss della camorra Antonio Caiazzo, 53 anni, ritenuto il capo storico capo del clan operante nei quartieri Vomero ed Arenella e’ stato arrestato dalla polizia a Villaricca, centro alle porte di Napoli.
Caiazzo era inserito nell’elenco dei 100 latitanti piu’ pericolosi d’Italia. L’ uomo e’ stato bloccato nel pomeriggio dagli agenti della Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Napoli. Caiazzo era latitante da marzo 2011, dopo la scarcerazione per un vizio di forma.

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Tragedia per errore del navigatore satellitare

Posted by admin | Cronaca | lunedì 24 ottobre 2011 08:28

POMIGLIANO – È sopravvissuta per miracolo, nonostante la furia delle acque. Ora Angela Raia, l’amica intima di Valeria scampata al nubifragio, parla di quella notte maledetta. Angela, 25 anni, è separata e ha una bimba di 2 anni, Desi. La giovane lavora in un calzaturificio di Casavatore. Vive con la sua piccola e la mamma, operaia anche lei, in un appartamentino in affitto, al primo piano di un edificio del centro storico di Pomigliano. La ragazza parla stando stesa sul divano di casa. È provata, la gamba destra ingessata per una frattura alla caviglia in quei momenti concitati di giovedì sera.

Cosa è successo giovedì sera?
«Poco dopo le dieci Valeria mi è venuta a prendere con la sua auto. Volevamo uscire per andare da qualche parte, non sapevamo ancora dove. Quando lei è arrivata sotto casa stavo per portare con me la mia bambina ma mi sono accorta che Desi si era addormentata: l’ho lasciata con mia madre».

È stata una fortuna… 
«Si, una fortuna…».

Poi? 
«Poi sono entrata in auto e ci siamo dirette prima in un bar di Casalnuovo ma poco dopo siamo tornate a Pomigliano e una volta là abbiamo deciso di dirigerci verso Napoli attraverso il raccordo dell’Asse mediano che porta alla Tangenziale. Però sulla sopraelevata, all’altezza di via Argine, siamo state costrette a tornare indietro».

Perchè? 
«La pioggia ci ha colte di sorpresa. Era così forte che non si vedeva niente per cui ci siamo affidate al navigatore satellitare e ci siamo ritrovate a Pollena».

Ma allora il navigatore non ha funzionato, o forse non lo avete impostato bene? 
«Questo non lo so. Ormai eravamo a Pollena e quando siamo arrivate in via Cimitero ci siamo bloccate».

Cioè?
«Pioveva in un modo incredibile. A un certo punto l’auto si è fermata, avevamo la sensazione che fossimo finite in un fosso. È stato in quel frangente che mi sono girata e ho visto un torrente scendere dal nostro fianco destro. È stato tremendo: l’acqua è arrivata fino al finestrino della vettura, proprio sul mio lato ma ci siamo fatte lo stesso coraggio e abbiamo deciso di uscire, di scappare. Siamo riuscite ad aprire le portiere e abbiamo guadato per un po’».

Dove vi siete dirette? 
«Dove c’erano dei palazzi, delle abitazioni, su una salita…».

Quella è via Apicella, dove scendeva il torrente…
«Si, ma non si vedeva nulla, era buio pesto. Solo là siamo riuscite a scorgere delle case. Abbiamo fatto qualche metro, non c’era nessuno. Valeria stava chiedendo aiuto a sua cognata stando attaccata al telefonino. Non ce l’abbiamo fatta: una nuova cascata ci ha travolte. Era come il mare».

Cosa avete fatto, allora? 
«Valeria è stata travolta per prima. Il torrente l’ha stesa e trascinata più giù, fino a una macchina parcheggiata. È sparita là sotto, sotto l’auto, mentre urlava il mio nome. Nel tentativo di raggiungerla sono stata travolta anch’io dal fiume e mi sono ritrovata sotto la stessa macchina. Qui però Valeria non c’era più. Io però sono riaffiorata. Ho afferrato un palo che spuntava dal marciapiede: non so come ma mi sono alzata, anche se non potevo muovere il piede destro, che mi faceva molto male. Nel frattempo il livello dell’acqua è sceso e sono riuscita a camminare».

E Valeria?
«Non la vedevo, non la sentivo più. Poi è arrivata un’auto. È scesa una coppia: un uomo, un italiano, e una donna, una straniera, di colore. Mi hanno aiutata. Dopo l’ambulanza ha soccorso Valeria, rimasta a terra, più giù. Ho sentito dire che il suo battito c’era ancora. Che era lento ma che c’era».

Non c’è stato niente da fare?
«Era impossibile controllare la forza dell’acqua».

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Tragedia a Sepang, muore Simoncelli

Posted by admin | Cronaca,Sport | lunedì 24 ottobre 2011 08:21

ROMA – Marco Simoncelli e’ morto per le conseguenze del grave incidente nel quale e’ rimasto coinvolto sulla pista di Sepang nel Gp della Malaysia. A dare la notizia e’ stato il responsabile della comunicazione della Dorna. Simoncelli, 24 anni, era giunto in arresto cardio circolatorio al centro medico della pista.

Nell’incidente sono rimasti coinvolti oltre a Simoncelli (Honda), Colin Edwards (Yamaha) e Hiroshi Aoyama (Honda). A terra, senza casco e’ rimasto Simoncelli, che e’ stato letteralmente investito da Colin Edwards e da Valentino Rossi, che non e’ caduto.

La gara e’ stata cancellata.

ROSSI ‘SIC COME UN FRATELLO MINORE - Arrivano via Twitter le uniche parole ”pronunciate” ufficialmente da Valentino Rossi dopo il terribile incidente di oggi che ha visto la morte di Marco Simoncelli. ”Il Sic per me era come un fratello minore – scrive Valentino sul social network – tanto duro in pista come dolce nella vita. Ancora non posso crederci, mi manchera’ un sacco”. Poche ma incisive parole per ribadire quanto affetto ci fosse tra Marco e Valentino, che lo aveva preso sotto la sua ala protettiva come, appunto, un fratello minore.

NEL PADDOCK SGOMENTO E DOLORE,MA SI RIAPRONO POLEMICHE SICUREZZA - Un week end di gara come molti, il 17/o della stagione 2011, con la Motogp a fare da piatto forte nello spettacolo delle tre classi offerte dal motomondiale. Così si presentava la gara di Sepang. Le aspettative erano tutte favorevoli per lo squadrone Honda Repsol che aveva dominato le prove con la pole di Dani Pedrosa e il warm up conquistato da Casey Stoner. Nessuno, però, poteva aspettarsi quello che è poi accaduto a quasi 5 minuti dal via della gara.

Una moto bianca che prima scarta sulla destra e poi improvvisamente si mette davanti alle ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. Un corpo scivola e un casco che rotola via. La gara che si ferma, e tutti si accorgono che qualcosa di grave è successo. “Oddio, oddio…”, l’esclamazione di Valentino Rossi al rientro ai box, dove era cominciata l’attesa per la notizia definitiva.

Lì, le lacrime di Valentino – l’amico, il testimone diretto dell’incidente, forse anche l’involontario corresponsabile del colpo letale – dicono molto di più di qualsiasi parola. Marco Simoncelli appare subito grave e la mente di tutto il paddock ritorna a quel giorno di settembre di un anno fa, dove per un analogo incidente perse la vita Shoya Tomizawa nella Moto2 a Misano, solo che allora la gara non fu fermata. Il pilota giapponese, quasi come Simoncelli, perse il controllo della sua Suter e finì sotto alle ruote dell’inglese Scott Redding e di Alex De Angelis.

Per quanto differente sia la dinamica generale dell’incidente, la fine di Marco Simoncelli somiglia a quella del collega giapponese, investito anche lui da due colleghi. Lo sconcerto appare subito sul volto di Valentino Rossi che inizia a spiegare nervosamente la dinamica dell’incidente a tutti quelli che ha accanto nel box, per poi uscire con la testa tra le mani sussurrando “oddio, oddio”.

Marco Simoncelli, 24 anni, si è spento alle 16.56 (ora locale, le 10.56 in Italia) a Sepang, nel centro medico del circuito malese. Mentre si combatte con il dolore di questa perdita, in molti stanno analizzando cosa non è andato. Per l’imprevedibilità stessa dell’incidente, forse non ci sarà mai una risposta. Rimangono alcune polemiche sul piatto, generate in questa stagione, che riguardano anche la condotta di gara di Marco Simoncelli. Per i piloti spagnoli, Marco è sempre stato un ingombrante fastidio.

Sin dai tempi della 250 con Hector Barberà e Alvaro Bautista, i duelli erano sempre finiti a favore di Marco, mentre i suoi avversari terminavano a terra. Qualcosa del genere si è visto anche quest’anno, con l’irruenza di Simoncelli che spegneva i sogni mondiali di Dani Pedrosa per un sorpasso finito male (per lo spagnolo) poco prima della metà della gara. Da quel momento Simoncelli è stato richiamato più volte sia dalla direzione di gara che dai suoi colleghi, primo tra tutti Jorge Lorenzo. Il campione della Yamaha, ha spesso attaccato Simoncelli, giudicandolo uno troppo spericolato e arrivando a proporre la regola di non poter sorpassare se non in rettilineo.

La provocazione di Lorenzo, certamente non è poi stata presa in considerazione, ma Simoncelli era in qualche modo temuto dai suoi avversari, mentre era un modello per i suoi colleghi della Moto2, come ad esempio Mattia Pasini e Raffaele De Rosa, con i quali aveva ottimi rapporti. L’incidente di oggi, comunque, mette i riflettori ancora una volta sulla questione sicurezza.

“Alle volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport – le parole di Pedrosa – Sono cose che non dovrebbero succedere”. Mentre si è riusciti a fare molto nelle infrastrutture, con l’ottenimento di via di fuga più ampie in tutte le piste dove si corre e l’arrivo di caschi e tute sempre più specifiche e protettive (anche grazie all’airbag), non si riesce a risolvere il problema dell’investimento. In casi come quelli di oggi e come quanto accaduto poco più di un anno fa a Misano con Tomizawa, non sembra esservi soluzione immediata da adottare, ma rimane solo la grande frustrazione per la perdita e il rimorso che i piloti coinvolti, Edwards e Rossi, possono portare con loro da oggi in poi.

ERA ‘IL SIC’, CAMPIONE FUORI DAGLI SCHEMI - Marco Simoncelli ha perso la vita in gara, nel Gp della Malaysia, dopo una scivolata che, invece di portarlo fuori dalla pista, lo ha trascinato sotto le ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. Nato a Cattolica il 20 gennaio 1987, ma residente a Coriano (Rimini), Marco comincia a correre giovanissimo, già a sette anni nelle minimoto.
La passione del giovane Simoncelli viene aiutata in ogni modo dalla famiglia, con Paolo, il padre (presente oggi sul circuito di Sepang), che arriverà a chiudere la sua attività commerciale per seguire la carriera del figlio. Simoncelli, per il paddock ‘il Sic’, diventa campione europeo della 125 nel 2002 e nello stesso anno debutta nel mondiale 125 nella gara di Brno in Repubblica Ceca. Il primo campionato completo per Simoncelli è nel 2003, dove, sempre nella ottavo di litro termina 21/o.
Andrà meglio l’anno successivo, nel 2004, quando, sempre in 125, Marco chiude all’11/o posto. Il 2005 è l’ultimo anno nella ottavo di litro, e Marco ottiene una vittoria (nella prima gara a Jerez), un secondo posto in Catalogna e 4 terzi posti. Alla fine del campionato 2004 sarà quinto e deciderà il passaggio in 250 con la Gilera. Nel 2006, nella quarto di litro, Simoncelli impiega un po’ di tempo per ambientarsi.
Le prime soddisfazioni arrivano nel 2007, mentre il titolo iridato Marco lo conquista nel 2008, sulla pista di Sepang, quella che oggi lo ha visto finire la carriera nel peggiore dei modi. La stagione 2009 inizia in salita per Marco Simoncelli, che si infortuna a una mano prima dell’inizio della stagione e per questo sarà costretto a saltare la prima gara. Alla fine, nonostante i buoni risultati (6 vittorie e 3 terzi pisti), chiuderà il suo anno da campione del mondo in carica con un terzo posto.
L’anno successivo è la volta della Motogp, Marco Simoncelli debutta nei test di Valencia con il Team di Fausto Gresini. Lo scorso anno è stata la stagione di rodaggio per Marco, che ha chiuso in ottava posizione il mondiale. Simoncelli è approdato alla Motogp come pilota ufficiale, direttamente sotto contratto HRC, ma appoggiato alla struttura di Fausto Gresini. Lo stesso status aveva quest’anno e avrebbe avuto anche l’anno prossimo, a testimonianza di quanto la Honda credesse nel suo talento.
Nonostante gli errori di quest’anno e le cadute, alcune delle quali hanno coinvolto altri piloti, come Dani Pedrosa a Le Mans, Marco aveva ottenuto due podi in questa stagione. Un terzo posto in Repubblica Ceca e un secondo posto nella scorsa gara di Phillip Island. Marco Simoncelli, che si era diplomato in gestione delle comunità alberghiere, è sempre stato un pilota schietto e disponibile.
Il suo carattere da combattente lo ha sempre contraddistinto nei duelli in pista. Famosa la frase del suo amico/rivale Valentino Rossi che aveva detto di Marco: “Fare un duello con lui è come andare a fare a botte con uno più grande di te, sai che le prendi”. In effetti il fisico ha sempre contraddistinto il Sic. Troppo grande per la 125 e per la 250 in entrambe le categorie si dovette lavorare per costruire dei ‘codini’ più lunghi solo per lui e la stessa cosa è stata fatta anche dalla Honda per permettere a Marco di potersi stendere bene sulla moto in rettilineo.
Appassionato di carte da gioco, Simoncelli sfidava spesso giornalisti e meccanici a tre sette e sul tavolo da gioco era spontaneo come lo era in pista. Marco, infatti, nonostante le contestazioni dei suoi colleghi per la sua guida aggressiva, ma mai scorretta, ha sempre risposto direttamente alle critiche, senza alcun timore reverenziale. Con la perdita di Marco Simoncelli, salgono a tre i piloti deceduti in gara nell’era moderna del mondiale (Daijiro Kato il 20 aprile del 2003 a Suzuka, Shoya Tomizawa il 5 settembre 2010 a Misano Adriatico e Marco Simoncelli, oggi, 22 ottobre 2011).

AGOSTINI: PURTROPPO NOSTRO SPORT PERICOLOSO - ”E’ sempre dura quando succedono queste cose, non hai parole, ti chiudi in te stesso pensando a un ragazzo giovane che ha perso la vita amando il suo sport che purtroppo sappiamo essere pericoloso”. Giacomo Agostini commenta cosi’, ai microfoni di Sky Sport, la terribile notizia della morte di Marco Simoncelli a Sepang.

”E’ stato trascinato all’interno della pista dalla sua moto – dice ancora il pluricampione del mondo – e quelli che arrivavano da dietro non hanno potuto evitarlo”. Secondo Agostini, ”la gomma ha una colpa ma siamo anche noi piloti che vogliamo che la gomma duri dall’inizio alla fine senza calare di prestazione e spingiamo i tecnici a fare delle gomme che durino fino alla fine. Sarebbe piu’ giusto fare come ai miei tempi, quando la gomma si degradava e si andava piu’ piano fino ad arrivare al traguardo tutti nelle stesse condizioni”.

Poi, sempre dai microfoni di Sky, Agostini si lascia andare ad un ricordo del pilota scomparso oggi: ”era ancora un bambino, una persona piacevole che mi aveva promesso di venirmi a trovare a Bergamo in inverno. La sua fidanzata e’ di quella zona e lo aspettavo con ansia”.

IN LUTTO LA SUA CORIANO, IL DOLORE DEI FAN - I fan e amici di Marco Simoncelli si ritrovano al Bar Sport, in piazza a Coriano, dove vive da sempre la famiglia del pilota che era nato nella vicina Cattolica. “L’ho visto nascere, lo seguo da sempre da quando giocava a calcio negli esordienti di Riccione”, dice tra le lacrime Giordano Balducci, 65 anni, titolare del bar, ma anche fondatore di quello che doveva essere il Marco Simoncelli Fan Club, fondato nel 2008, quando il pilota vinse il mondiale 250.
“Maxi schermo per seguire la gara e grande festa al ritorno di Marco – dice – quella volta eravamo migliaia nella palestra della scuola”. Poi però quel fan club non si è più fatto: “No, ci trovavamo qui tutti al bar seguire le corse e festeggiare. Andare con lui a fare il tifo era impossibile, i viaggi sono troppo lunghi”. La notizia della morte si è diffusa in pochi minuti: “Stanno cominciando ad arrivare – dice Balducci – ma è troppo presto sono tutti scioccati, chiusi in casa a guardare la televisione”.
Un pensiero va alla mamma di Marco che questa volta è rimasta a Coriano con la sorellina di 12 anni. “Bisogna a andarla a trovare, non la si può lasciare sola in questo momento”. Ma davanti all’abitazione della famiglia Simoncelli questa mattina appena si è saputo della tragedia sono arrivati i carabinieri per sbarrare il passo a chiunque volesse entrare nella strada privata che porta alla villetta del campione. E’ su Facebook che amici e fan di tuttìItalia hanno espresso in tempo reale la disperazione per il lutto. A solo 3 minuti dalla conferma della morte, decine di post sulla pagina Facebook del fanclub di Simoncelli che in molti chiamano “Super Sic”. Attivata appena qualche ora fa la pagina Marco Simoncelli Forever in our heart dove si stanno moltiplicando i post dei tifosi.
MATTIA PASINI, ADDIO AMICO, CON TE PEZZO CUORE - Il cordoglio per la perdita di Marco Simoncelli sta riempiendo i social network. Molti i messaggi nel mare della rete, ma tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, spicca il messaggio di Mattia Pasini.
Il pilota della Moto2 ha condiviso gran parte della sua carriera con Marco Simoncelli, dalle minimoto al mondiale.
“Non riesco a descrivere questo momento – scrive Pasini su Facebook – con te credo sia rimasto un pezzo di me,un pezzo di vita, un pezzo di cuore. Tutte le nostre avventure, battaglie sin da quando eravamo bimbi, bimbi con un sogno. Bé, oggi mi domando se ne vale ancora la pena”.
Intanto il paddock del motomondiale è letteralmente sotto choc, ed in particolare è apparso sconvolto Valentino Rossi, secondo quanto hanno documentato le telecamere di Italia 1.
GRAZIANO ROSSI, CHOC IN DIRETTA TV - Graziano Rossi, ex campione motociclista e padre di Valentino, ha appreso della morte del pilota della Honda Marco Simoncelli pochi minuti dopo il suo arrivo alla manifestazione ‘Ruotamania’ che si sta svolgendo a Lignano Sabbiadoro.
Appena giunto a Lignano, Rossi aveva chiesto di poter vedere in tv la gara alla quale stava partecipando anche suo figlio. Pochi istanti, il tempo di arrivare al secondo giro, e la drammatica scena dell’incidente, dove è rimasto coinvolto anche lo stesso Valentino, si è stagliata davanti ai suoi occhi, raggelandolo.
“Marco era un grande amico di mio figlio – ha commentato subito dopo la conferma ufficiale della morte del pilota – avevano un legame fortissimo e anche io lo conoscevo molto bene. Era una persona splendida, un bravo pilota”.
Graziano Rossi, che alle 12 non era ancora riuscito a contattare telefonicamente Valentino, ha deciso di sospendere il suo spettacolo, in programma nel pomeriggio, per poter recarsi a Rimini e porgere di persona le condoglianze alla famiglia di Simoncelli.
Anche da parte degli organizzatori di ‘Ruotamania’ è stato espresso cordoglio. “Il nostro pensiero, nell’ambito di una manifestazione dedicata ai motori e alle moto – ha affermato la presidente, Danila Ciotta – non può che andare a Marco Simoncelli. E’ una giornata di lutto per tutti”.
MONTEZEMOLO, RICORDAVA GILLES VILLENEUVE - “Sono molto triste per la morte di Marco Simoncelli”. E’ quanto ha dichiarato a www.ferrari.com il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo.
“Mi aveva molto impressionato per la velocità, il talento e la grinta che aveva dimostrato quest’anno – ha detto ancora Montezemolo – per queste qualità mi ricordava Gilles Villeneuve ma il destino ha voluto accomunarli in un una maniera così tragica. A nome di tutta la Ferrari voglio esprimere alla famiglia di Marco tutto il nostro cordoglio”.
fonte: www.ansa.it
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L’amianto dell’ex Italsider a Castel Volturno

Posted by admin | Cronaca | giovedì 20 ottobre 2011 10:37

CASERTA - Dopo gli scarti industriali del Nord, anche l’amianto provenienti dalla bonifica dell’Italsider di Bagnoli sarebbe finito sotto terra, sversato nelle campagne tra Castel Volturno e Villa Literno per mano del clan dei Casalesi. La squadra Mobile di Caserta e il corpo forestale del comando provinciale di Napoli hanno provveduto a porre sotto sequestro tre vaste aree, nelle quali vi sarebbero rifiuti speciali tossici, tra cui inerti e materiali di risulta dell’edilizia e di sostanze nocive provenienti dall’ex acciaieria di Bagnoli. I siti si trovano in via Napoli a Castel Volturno e a Villa Literno, in una traversa di via Veneto e nella stessa strada in un’area interna al cosiddetto Polo tecnologico della nautica.

Il provvedimento è stato adottato dal tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, che coordina le indagini. Ai responsabili dello sversamento del materiale, secondo quanto sottolineano alla questura di Caserta, vengono contestati i reati di disastro ambientale, traffico illecito organizzato di rifiuti ed esercizio abusivo di trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e speciali.

Sono in corso indagini per identificare i responsabili dell’illecito traffico di rifiuti. Il sequestro arriva a conclusione di indagini e riscontri effettuati a seguito delle dichiarazioni rese da Tammaro Diana, appartenente ad una famiglia di imprenditori della grande distribuzione operante sul litorale domiziano. L’uomo, da qualche tempo collaboratore di giustizia, fu arrestato nel novembre scorso con l’accusa di associazione mafiosa, in quanto ritenuto organico alla fazione del clan dei Casalesi che fa capo Francesco Bidognetti, detto «Cicciotte e mezanotte», nonché contitolare di un importante centro commerciale a Castelvolturno, sottoposto a sequestro preventivo.

«Tammaro Diana – spiega il procuratore aggiunto di Napoli, Federico Cafiero de Raho - ha fornito anche rilevanti informazioni sulle diffuse attività di illecito smaltimento di rifiuti condotte nell’area domiziana da imprenditori e persone contigue al clan. Il provvedimento cautelare – sottolinea Cafiero de Raho – è finalizzato alla esecuzione dei necessari accertamenti tecnici per verificare l’effettiva presenza, i quantitativi e la natura dei rifiuti occultati nei siti sequestrati, nonchè individuare i responsabili delle illecite attività».

fonte: www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it
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Piedimonte M.: 45enne chiede pizzo ai genitori

Posted by admin | Cronaca | giovedì 20 ottobre 2011 10:29

CASERTA – Tentata estorsione alla sorella, arrestato un 45enne. Voleva mille euro al mese per non incendiare il negozio di famiglia. A finire in manette è stato Luigi Gallifuoco, 45enne, pregiudicato di Piedimonte Matese, il quale al fine di farsi consegnare mensilmente una somma contante di mille euro, minacciava di incendiare un negozio di abbigliamento nel centro cittadino, di proprietà della sorella, e per lo stesso motivo minacciava di morte sia la sorella che gli anziani genitori, dicendo che li avrebbe fatti uccidere da suoi amici camorristi, se non gli avrebbero consegnato le somme mensilmente richieste. L’uomo che nel recente passato era già finito nei guai, sempre per estorsione ed altri reati, è stato arrestato in flagranza dai militari del Nucleo operativo e radiomobile, proprio mentre tentava l’ennesima estorsione ai danni dei familiari.

fonte: www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it
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Camorra: operazione cc nel Casertano

Posted by admin | Cronaca | giovedì 20 ottobre 2011 10:18

 CASERTA –  Sette ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nelle prime ore di oggi dai carabinieri di Casal di Principe (Caserta) nei confronti di altrettanti affiliati e fiancheggiatori ritenuti legati alle due fazioni del clan dei Casalesi: quella capeggiata da Francesco Bidognetti, in carcere da anni, e l’altra guidata dalle famiglie Tavoletta-Ucciero. Tentato omicidio, detenzione di armi da guerra e tentata estorsione i reati contestati commessi, secondo le indagini, durante la ‘guerra’ tra le due fazioni.

fonte: www.ansa.it

 

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Arriva il maltempo, nubifragio su Roma

Posted by admin | Cronaca | giovedì 20 ottobre 2011 10:10

ROMA – Un forte nubifragio ha paralizzato Roma, creando  ‘fiumi d’acqua’ per le strade. Un anziano e’ morto annegato in un seminterrato, un altro risulta disperso. Forti i disagi per i cittadini: gli automobilisti sono rimasti bloccati in allagamenti e pantani, i cittadini che usano i mezzi pubblici hanno avuto non poche difficolta’. Gli autobus infatti hanno rallentato le corse a causa degli allagamenti, la metro e’ stata chiusa. Disagi perfino al traffico aereo: lo stesso presidente della Repubblica, in partenza per Pisa, e’ rimasto bloccato. Il sindaco Alemanno ha annunciato che chiedera’ lo stato di calamita’ naturale. Il Campidoglio ha attivato il numero verde 800 854 854 per informazioni ed emergenze.

L’anziano morto e’ annegato in un seminterrato all’Infernetto, zona a sud di Roma. I Vigili del Fuoco stanno cercando un altro anziano a Castelporziano che risulterebbe disperso.

Per quanto riguarda il servizio metro la linea B è stato disattivata tra Garbatella e Rebibbia (c’e un servizio sostitutivo su gomma), mentre per quanto riguarda la linea A, sono state chiuse per allagamento le stazioni: Termini, Manzoni, San Giovanni e Porta San Paolo, parzialmente fuori servizio anche gli accessi della stazione Ottaviano. Forti problemi anche per chi è a piedi: sono tanti i marciapiedi della capitale ‘sommersi’ da diversi centimetri d’acqua. Sempre a causa del nubifragio la ferrovia Roma-Lido è temporaneamente sospesa, la ferrovia Termini-Giardinetti non è attiva tra Centocelle e Termini e la metro B è stata riattivata tra le stazioni Policlinico e Rebibbia.

A causa del nubifragio e per agevolare i cittadini, i varchi ztl, su disposizione dell’amministrazione comunale, sono stati spenti dalla Centrale della Mobilità. E’ dunque libero l’accesso al centro storico e Trastevere.

A causa delle piogge si è allagato il sottopassaggio della nuova stazione Tiburtina che passa sotto i binari collegando il piazzale antistante la struttura con l’ingresso posteriore verso Pietralata. Il sottopassaggio è ridotto ad un vero e proprio fiume con grandi rivoli d’acqua che scendono dalle rampe di accesso ai binari. L’unico modo per passare è attraverso delle tavole di legno poste in terra che lentamente stanno andando sott’acqua visto la grande quantità di pioggia in entrata. Sono centinaia i pendolari rimasti bloccati, in particolare, sulla banchina dei binari 24 e 25 che servono la tratta Fiumicino aeroporto-Fara Sabina Orte, impossibilitati a defluire regolarmente nel sottopassaggio, dove peraltro piove anche all’interno in vari punti. Anche nell’atrio dell’ingresso posteriore della stazione piove all’interno in vari punti e come se non bastasse, per i pendolari mancano le comunicazioni riguardanti la chiusura delle linee metro A e B e di eventuali servizi di bus sostitutivi. Intanto la pioggia continua a cadere incessantemente ed al momento il traffico intorno alla stazione Tiburtina, in particolare sulla tangenziale e sul ponte Tiburtino, è molto intenso e rallentato.

ALEMANNO: CHIEDO STATO CALAMITA’ NATURALE

- Il sindaco di Roma Gianni Alemanno chiederà al presidente della Regione Lazio Renata Polverini “il riconoscimento dello stato di emergenza e il conseguente riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’agricoltura e la protezione civile”, in relazione al nubifragio che ha colpito stamane la Capitale. Il riconoscimento dello stato di calamità naturale, ha spiegato Alemanno, “varrà come giustificazione per tutti i cittadini che non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro per l’interruzione dei servizi pubblici locali”. “L’allerta meteo di ieri – ha aggiunto il sindaco – parlava solo di temporali e non di piogge torrenziali come quelle di questa mattina. E l’intensità è stata imprevista”.

PIOGGIA IN CLASSI LICEO, CADONO PEZZI SOFFITTO - “Piove nelle classi, crollano pezzi di soffitto e uno finisce addosso ad uno studente”. A denunciare quanto accaduto questa mattina al liceo Socrate di Roma è il collettivo Senza Tregua. “Gli studenti del Socrate – scrivono in un comunicato -, eccetto i minorenni sono fatti uscire e tornare a casa. Molte delle classi sono al momento inagibili a causa dell’acqua che continua a cadere dai soffitti. Proprio ieri gli studenti del collettivo ‘Dante di Nanni’, da anni attivo nella scuola, avevano consegnato alla vice presidente della Provincia Cecilia D’Elia un ampio dossier sulla disastrosa condizione dell’edilizia al Socrate”.

ROMA, RINVIATA A DOMANI LA CONFERENZA DI BALDINI - A causa del maltempo che si è abbattuto in queste ore su Roma e che ha paralizzato le strade della Capitale, la società giallorossa ha deciso di rinviare la conferenza di presentazione di Franco Baldini. L’appuntamento con la stampa, inizialmente previsto per le 13:30 di quest’oggi, é stato rimandato di 24 ore.

PRIMA NEVE IN VENETO - Con i suoi 22 cm di coltre Ra Vales a 2615 metri di quota nel cortinese è la località dolomitica, e veneta in generale, con la maggiore precipitazione nevosa rilevata questa mattina dall’Arpav alle 8. Ad Arabba, sul monte Ornella sulle Dolomiti meridionali a 2250 metri i cm raggiunti sono 15 mentre a Coltrondo sul monte Croce la neve ha raggiunto i 14 centimetri. Niente neve per ora sulle prealpi bellunesi e veronesi mentre nel vicentino a Campomolon a1735 metri in Comune di Arsiero si sono depositati 9 centimetri. Tra i luoghi turistici maggiormente frequentati dagli sciatori si registrano i 12 cm ai 2200 metri di Pradazzo a falcade e i 10 cm. ai 1900 metri di Col dei Baldi di Alleghe-Zoldo. L’Arpav per la pianura prevede pioggia sino in tarda mattinata e l’abbassamento del punto neve sino a circa 900-1200 metri sulle Dolomiti e tra i 1200 e 1500 metri sulle Prealpi.

ESPERTO: PIOGGE PIU’ INTENSE PER ESTATE ANOMALA - La violenza del nubifragio che ha colpito la zona intorno a Roma è accentuata dal caldo insolito degli ultimi due mesi, un fenomeno destinato a ripetersi. Lo afferma Massimiliano Pasqui, ricercatore dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr. “Il temporale di questa mattina era atteso, e segna un po’ l’inizio ufficiale dell’autunno – spiega l’esperto – la violenza di questo fenomeno è accentuata dal caldo che dura da metà agosto: le perturbazioni atlantiche trovano il mar Tirreno e il terreno a una temperatura molto più alta della media, e questo dà un ‘surplus’ di energia che aumenta l’intensità delle precipitazioni”. Il fenomeno, spiega Paqui, è destinato a durare ancora: “Ci vorranno un paio di mesi prima che tutta l’energia in più venga scaricata – continua – in particolare già dalla settimana prossima ci aspettiamo una nuova perturbazione, più forte e più estesa di questa, che colpirà soprattutto la Sardegna e il nord Italia”. Dietro il comportamento anomalo del meteo c’é anche lo ‘zampino’ dei cambiamenti climatici: “Uno dei segnali più chiari e misurabili dei cambiamenti climatici è proprio questo – spiega Pasqui – aumentano i giorni caldi all’inizio e alla fine dell’estate, con le conseguenze che vediamo. Queste piogge così forti peraltro non bastano a compensare la siccità dei mesi passati – sottolinea ancora il meteorologo – perché i terreni sono secchi, e quasi tutta l’acqua scivola via”.

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Salerno: Sorpresi a rubare pigne, denunciati

Posted by admin | Cronaca | lunedì 17 ottobre 2011 23:03

VIBONATI – Due ladri di pigne sono stati deferiti in stato di liberta’ a Vibonati, a sud di Salerno. A finire nella rete dei carabinieri della locale stazione sono stati due uomini, rispettivamente di 46 e 38 anni, di nazionalita’ algerina, ma residenti a Capaccio (Salerno). I due ladri, nella pineta comunale di Vibonati, avevano raccolto circa 260 kg di pigne, del valore commerciale di circa 80,00 euro. Le pigne erano state fatte cadere dagli alberi mediante l’utilizzo di arnesi da taglio che sono stati posti sotto sequestro mentre le pigne sono state restituite al Comune di Vibonati.

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Caccia ai black bloc: maxi operazione in Italia

Posted by admin | Cronaca | lunedì 17 ottobre 2011 10:49

ROMA – Da Nord a Sud, su tutto il territorio nazionale è scattata una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell’estremismo più radicale. L’operazione, coordinata tra Polizia e Carabinieri, iniziata all’alba e ancora in corso, fa seguito ai gravi incidenti scatenati dai black bloc a Roma durante la manifestazione degli indignati di sabato. L’operazione coinvolge centinaia di uomini delle forze dell’ordine e interessa tutte le regioni italiane e segue una giornata dipolemiche apertesi sulla gestione dell’ordine pubblico. Oggi verranno chieste oggi la convalida dei fermi e l’emissione di ordinanze di custodia in carcere per le 12 persone, tutte sotto i 30 anni, arrestate per resistenza pluriaggravata. Tra i denunciati sei i minorenni; tra loro anche quattro donne.

Le perquisizioni si sono concentrate dove è più forte la presenza di aree antagoniste e aggregazioni di anarco-insurrezionalisti. Ad esempio a Torino dove è storicamente forte la presenza di centri sociali vicini agli anarchici.

A Roma e provincia perquisizioni di persone che gravitanto nell’area anarco-insurrezionalista. La Digos ha controllato varie persone, mentre continua l’acquisizione di foto e video per l’identificazione di altri autori degli atti di teppismo. Nelle perquisizioni sono impegnati anche il carabinieri del Nucleo Informativo di Roma e i Ros.

Digos e carabinieri hanno eseguito perquisizioni a Milano, a carico di almeno tre anarchici, poco più che ventenni. L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata su indumenti che potrebbero portare all’identificazione degli autori degli scontri. Una persona è stata portata in caserma dai carabinieri ma solo per sottoscrivere il verbale di sequestro ed è poi tornata a casa. Alcune delle persone perquisite facevano riferimento all’ex Bottiglieria, uno spazio occupato e sgomberato circa un anno fa a Milano.

Sei persone dell’area anarco-insurrezionalista sono state fermate ieri in Toscana mentre erano di ritorno da Roma. Viaggiavano su un furgone dentro al quale Digos di Firenze e polizia stradale hanno trovato «materiale utilizzato probabilmente durante gli scontri nel corso della manifestazione di sabato». Nel capoluogo toscano ci sono stati sequestri di materiale di vario tipo, fra cui maschere antigas e passamontagna: le persone che sono state oggetto di accertamenti sono una ventina, perlopiù di area anarchica.

Perquisizioni negli ambienti anarchici anche a Bologna.

Una ventina le perquisizioni a Napoli e in provincia. Per il momento non ci sarebbero arrestati.

Perquisizioni e controlli anche nelle Marche. Ad Ancona e provincia procedono gli uomini della Digos. Accertamenti congiunti di polizia e carabinieri in provincia di Ascoli Piceno. Setacciati in particolare gli ambienti nel capoluogo e a San Benedetto del Tronto. Gli accertamenti non hanno dato esiti.

Una ventina le perquisizioni nel Cosentino, che non avrebbero dato alcun esito. Sei perquisizioni a Padova in abitazioni di attivisti del centro popolare occupato Gramigna. Anche qui gli agenti non avrebbero trovato oggetti direttamente riconducibili alle devastazioni di Roma.

All’alba i carabinieri hanno perquisito le abitazioni di quattro giovani del Centro sociale Vittorio Arrigoni a Palermo alla ricerca di armi ed esplosivi. Lo dice la portavoce del centro affermando che «le perquisizioni hanno avuto esito negativo». Le persone perquisite sono tra coloro che hanno organizzato la partenza di 3 pullman da Palermo a Roma.

Di Pietro: «Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2′, alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari – propone il leader Idv – Il Parlamentoinvece di continuare a perdere tempo con le leggi ad personam, deve mettere a punto una legislazione penale adeguata a fronteggiare emergenze come quelle degli scontri di sabato scorso. Specificare nuove figure di reato; prevedere arresti e fermi obbligatori; istituire riti direttissimi con pene esemplari; aggravare le condanne per i reati già esistenti».

«Esecrazione» per le violenze dei Black-bloc di sabato a Roma è stata espressa dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in apertura del forum delle associazioni cattoliche. «Il nostro animo – ha detto Bagnasco – è ancora segnato da quanto è accaduto sabato scorso a Roma, e non possiamo non esprimere la nostra totale esecrazione per la violenza organizzata da facinorosi che hanno turbato molti che intendevano manifestare in modo pacifico le loro preoccupazioni».«Alle Forze dell’ordine – ha aggiunto il porporato – va la nostra rinnovata gratitudine e stima per il loro servizio, che presiede lo svolgimento sicuro ed ordinato della vita del Paese».

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Napoli: Disabile rapinato e malmenato

Posted by admin | Cronaca | domenica 16 ottobre 2011 13:53

NAPOLI – Un 60enne disabile di Ercolano ha dichiarato alla polizia di essere stato rapinato e malmenato. L’episodio, su cui indaga la polizia, è avvenuto ieri intorno alle 12 all’esterno del parcheggio di un supermercato cittadino. L’uomo, secondo quanto riferito agli inquirenti, sarebbe stato avvicinato da uno sconosciuto che gli ha intimato di consegnargli soldi, in tutto 2mila euro, per poi colpirlo con un pugno al volto.
Giunto all’ospedale “Loreto Mare” di Napoli è stato medicato per lievi ferite. Successivamente nel nosocomio è giunta anche la polizia del commissariato Portici-Ercolano per ascoltare e vagliare il racconto della vittima. Al momento le indagini proseguono in tutte le direzioni.

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Camorra: Pregiudicato ucciso a Napoli

Posted by admin | Cronaca | domenica 16 ottobre 2011 13:50

Napoli – Un pregiudicato di 30 anni, Michele Grosso, e’ stato ucciso la scorsa notte con due colpi di arma da fuoco nei pressi della sua abitazione nel rione Sanita’ di Napoli. L’uomo e’ giunto gia’ privo di vita all’ospedale San Gennaro dei Poveri dove e’ stato accompagnato dai familiari. I sicari lo hanno colpito alla gamba e all’emitorace destro. La vittima, che aveva precedenti per droga, e’ considerata vicina al clan Lo Russo, operativo tra Miano e la Sanita’. Sul delitto indagano i carabinieri.

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Roma: Polemiche dopo scontri

Posted by admin | Attualità,Cronaca | domenica 16 ottobre 2011 13:40

Si continua a lavorare a Roma a piazza S.Giovanni e dintorni per riparare le ferite dei violenti scontri scatenati ieri da gruppi di black bloc durante la manifestazione degli indignati. Circa 70 i feriti, di cui tre gravi. Venti i fermati, 12 quelle arrestate fin ora. In un’intervista il sottosegretario Mantovano lancia l’allerta per una possibile coda di disordini anche oggi. Ferma la condanna delle violenze da parte di tutti i movimenti che hanno preso parte alla giornata di protesta che si svolgeva in tutto il mondo con manifestazioni pacifiche in centinaia di città.

MARONI, RISCHIO CONCRETO CI SCAPPASSE MORTO - Un ringraziamento alle forze dell’ordine, al prefetto e al questore è arrivato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Grazie a loro “si è evitato che ci scappasse il morto. Il rischio era concreto perché i violenti si sono volutamente fatti scudo del corteo”. “Voglio che gli autori di queste violenze, veri e propri criminali, paghino in modo esemplare” ha aggiunto il ministro dell’Interno. “Attenzione: il Paese non può dividersi”: è l’appello di Maroni. Quanto accaduto ieri “è un fatto di inaudita gravità che va condannato da tutti senza esitazioni”, ha aggiunto.

ALEMANNO: DANNI PER UN MILIONE EURO - “Secondo una prima stima, molto approssimativa, e che dovrà essere definita con attenzione nei prossimi giorni, crediamo che la città abbia subito almeno un milione di euro di danni, sia per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, sia gli interventi per ripulire la città che per i danni materiali al selciato. Sono stati trovati 20 metri cubi di sampietrini divelti e staccati per farne proiettili”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, facendo una prima stima dei danni provocati dalla guerriglia di ieri. “Roma si costituirà ancora una volta parte civile per i danneggiamenti di ieri, non solo per i danni materiali ma per quelli morali”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parlando dalla centrale di controllo della stazione Termini dopo aver visionato il video della telecamera di sorveglianza che ha ripreso i black block. “Questi video – ha detto il sindaco – sono preziosi per fare una vera e propria opera preventiva e la denuncia di chi ha partecipato a questi disordini. Dobbiamo liberarci dall’incubo dei violenti che girano durante le manifestazioni”.

Fa eco ad Alemanno presidente della Confcommercio romana Giuseppe Roscioli all’indomani degli scontri nel corteo degli Indignati. “Negozi saccheggiati, vetrine infrante, turisti incastrati negli alberghi con teppisti fuori. La stima dei danni di ieri a Roma è di poco inferiore al milione di euro. E’ stata messa in atto una vera devastazione”.

VATICANO: NO VIOLENZA IMMOTIVATA, OFFESA FEDE - ”Il card. Vallini, Vicario di Roma, ha gia’ espresso bene il sentimento di sgomento e di tristezza per quanto e’ accaduto ieri. Esprimiamo condanna per violenze immotivate e gli atti di offesa alla sensibilita’ dei credenti compiuti ieri”. Cosi’ padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, commenta i disordini di ieri a Roma. “Ovviamente siamo pienamente d’accordo con il cardinale Vallini. E naturalmente esprimiamo condanna”, ha aggiunto Lombardi, riferendosi ai gruppi di teppisti che hanno provocato per ore una vera e propria guerriglia, con decine di feriti. Interpellato su quanto accaduto Lombardi, nelle sue parole, richiama l’episodio avvenuto nel pomeriggio di ieri nella parrocchia di San Marcellino e Pietro, poco distante da San Giovanni, che è stata presa d’assalto. Alcuni manifestanti violenti, entrati nella sala della casa parrocchiale, hanno preso un crocefisso e una Madonna di Lourdes e li hanno distrutti in strada. La foto della statua della madonnina in frantumi è una delle immagini che ha segnato la giornata di violenze di ieri. “E’ stata offesa gravemente la sensibilità rispetto alla fede dei credenti. Un’offesa che si aggiunge alle altre, frutto di una violenza immotivata”.

CARABINIERE FUGGITO DAL BLINDATO IN FIAMME: UNA COSA MAI VISTA - “Di manifestazioni ne ho fatte, ma non ho visto mai una cosa così. Per fortuna avevo il casco, altrimenti sarei morto”. A parlare è il carabiniere F.T., 31 anni, il militare che è riuscito a sfuggire, ieri durante gli scontri a piazza San Giovanni, al suo blindato dato alle fiamme dai teppisti. ”Non riuscivo ad andare ne’ avanti ne’ indietro” ha aggiunto l’uomo, in forze a Roma, che era alla guida del mezzo. Il militare si trova ora ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma con fratture al volto. Le sue condizioni non destano preoccupazione ai sanitari. Non ricorda molto di quei convulsi momenti: ”Mi hanno rotto lo specchietto e sono riusciti a forzare la portiera del mezzo. Poi non ricordo piu’ nulla, sono scappato via”.

CONFCOMMERCIO: MENO PIAZZE E NUMERO MANIFESTANTI - All’indomani degli scontri nella giornata degli Indignati, il presidente della Confcommercio capitolina Giuseppe Roscioli chiede nuove regole per le manifestazioni: zone interdette come “le piazze storiche” e un “limite massimo per i partecipanti, perché non possiamo permetterci altre devastazioni del genere”. “Noi abbiamo un diritto costituzionale che è quello a manifestare – spiega Roscioli -, ma ne abbiamo un altro è quello al lavoro.

Quando due diritti del genere confliggono vuol dire che c’é qualcosa che non funziona. Dopo i fatti di ieri c’é il rischio che questi teppisti approfittino anche di altre manifestazioni per devastare e noi lo dobbiamo impedire”. Secondo Roscioli “a questo punto serve una regolamentazione più ferrea anche sulle future manifestazioni e cortei. Dobbiamo preservare il patrimonio storico, artistico ed economico di Roma e proteggere da questi rischi zone come piazza Venezia, piazza del Popolo, piazza Navona e il Pantheon. Dobbiamo individuare piazze in cui le manifestazioni si possano tenere sotto controllo. E in più – aggiunge -, è necessario stabilire un limite fisico di partecipanti, che a Circo Massimo può essere anche di 80-100 mila persone ma altrove no. Sono finiti i tempi in cui la contestazione deve passare necessariamente per le piazze – conclude -, c’é il web e altri mezzi di comunicazione che oggi sono molto più incisivi”.

fonte: www.ansa.it
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Caserta: sotto processo 6 vertici findomestic

Posted by admin | Cronaca | venerdì 14 ottobre 2011 11:03

SANTA MARIA CAPUA VETERE  - Sei vertici del management della Findomestic Banca Spa (controllato al 50 per cento dal Gruppo Bnp Paribas di Parigi) dovranno comparire il prossimo 8 febbraio 2012 davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per rispondere del reato di usura. A disporre il rinvio a giudizio dei sei direttori e di un vice direttore della nota finanziaria, è stato il gip Concetta Scognamiglio che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Antonella Cantiello. Le indagini, avviate dopo una serie di querele da parte di clienti che avevano acceso dei contratti di finanziamento, hanno preso in esame una serie di somme ritenute superiori ai tassi di soglia rilevati trimestralmente dalla Banca d’Italia nei singoli periodi di interesse. Le fiamme gialle, in alcuni casi, hanno calcolato tassi annui superiori al 14 per cento fino ad arrivare a quasi il 35 per cento. Sotto processo sono finiti Chiaffredo Salomone (direttore generale) e i vice Giuseppe Jenzi, Vincenzo Bono, Mauro Geneletti, Alessandro Lazzeri e Angelo Piazza tutti residenti a Firenze dove è ubicata la sede della Findomestic e pronti a difendersi e a chiarire la propria posizione con la difesa dell’avvocato Massimo Bevere del foro di Roma. Alcune parti offese, residenti in vari centri della provincia di Caserta, si sono costituite parte civile al processo. Al dibattimento è previsto uno scontro peritale tra le consulenze dell’accusa e quelle della difesa.

fonte: web
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