Napoli, azzerata la giunta provinciale

Posted by admin | Politica | mercoledì 30 novembre 2011 10:11

Papi non è più al governo da pochissimi giorni e le poltrone delle sue favorite iniziano già a scricchiolare. La prima a perdere il posto potrebbe essere la statuaria 27enne Giovanna Del Giudice, assessore in bilico della Provincia di Napoli. L’ex meteorina del tg di Emilio Fede, tra le avvenenti fanciulle che avrebbero dovuto candidarsi all’Europarlamento prima che gli strali di Veronica Lario facessero piazza pulita delle Papi-girl, potrebbe essere una delle prime vittime della ‘deberlusconizzazione’ in atto. E impigliarsi nella rete dell’azzeramento della giunta, deciso ieri dal presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro (Pdl). Per la Del Giudice, riferiscono i bene informati di Palazzo Matteotti, sarebbe imminente l’addio all’assessorato alle Politiche Giovanili, alle Pari Opportunità e alla Cooperazione Internazionale. Incarico che l’ex billionarina ha ricoperto dal 2009 senza lasciare particolari tracce. Appena 4 delibere proposte sulle 631 approvate dalla giunta Cesaro nel 2010, altre 5 (su 842) nei primi nove mesi del 2011.
Cesaro azzera l’esecutivo a metà mandato con lo scopo, si legge in una nota, di “rilanciare l’azione di governo dell’amministrazione provinciale”. Nel documento sottoscritto dalle forze di maggioranza – tra le quali l’Udc, che a Napoli e in Regione Campania appoggia il Pdl – si dà il via libera al presidente affinché rimodelli la giunta e si lancia un allarme: “Il quadro odierno registra (…) una situazione assai diversa da quella di inizio mandato, con una crisi economica senza precedenti che ha prodotto anche diverse manovre finanziarie estremamente penalizzanti delle attività delle province. Si ritiene necessario quindi rivedere e rinvigorire immediatamente l’azione politico-amministrativa anche attraverso un azzeramento e rinnovamento della squadra di governo e degli obiettivi da perseguire. Come avevo già anticipato – ha commentato Cesaro – ritengo di dover procedere in tempi brevi all’individuazione di nuove energie che possano garantire nuovo slancio all’azione della giunta, riconoscendo comunque a chi ha lavorato fino ad oggi, di averlo fatto in modo assai concreto e produttivo”.
Uno dei punti su cui continuerà “con particolare attenzione” l’azione della giunta Cesaro, spiega il comunicato, “sarà quello delle aziende partecipate, su cui qualsiasi ipotesi di ricapitalizzazione sarà legata al varo di nuovi piani industriali che dovranno coniugare il mantenimento dei livelli occupazionali con l’efficienza dei servizi prestati ed una gestione finanziaria assolutamente adeguata ad una politica di rigore”.
Tra i nomi a rischio taglio c’è anche quello del vice presidente in quota Udc, Gennaro Ferrara. L’ex rettore della Parthenope è stato beneficiato di una delle ultimissime nomine firmate da Maria Stella Gelmini, che poco prima di sgomberare le stanze del ministero dell’Istruzione ha inserito Ferrara nel consiglio di amministrazione del Cnr.

fonte: Redazione
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Del Gaudio: Apriremo le porte ai più piccoli

Posted by admin | Attualità,Politica | lunedì 21 novembre 2011 11:10

Caserta- ”Nei prossimi giorni apriremo le porte del Comune di Caserta ai bambinie agli adolescenti, per avvicinare il loro mondo alla macchina amministrativa del nostro ente”. Lo ha dichiarato il sindaco Pio Del Gaudio, questa mattina, durante l’incontro tenutosi presso la sede di “Familiando” dislocata lungo via Acquaviva e organizzato dal Comitato Provinciale dell’Unicef, presieduto da Emilia Narciso, in occasione della “Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, che dal 1989 viene celebrata in tutto il mondo promuovendo riflessioni su temi che interessano i bambini.
“Organizzare un incontro in Comune – ha dichiarato ai presenti il sindaco Del Gaudio – coinvolgendo l’Unicef e tutte le associazioni di categoria dislocate sul territorio, con la supervisione degli assessori comunali alle Politiche giovanili e alla Pubblica Istruzione, Emiliano Casale e Felicita De Negri, garantirà ai bambini e agli adolescenti di Caserta di osservare da vicino i meccanismi che ruotano intorno alla macchina comunale e non solo. L’occasione giusta per organizzare questo tipo di incontro – ha proseguito Del Gaudio – è senza dubbio il periodo natalizio. Per questo, invito sin d’ora l’Unicef, i dirigenti delle scuole di primo grado di Caserta e tutte le associazioni di categoria ad organizzarsi in tal senso, affinché i nostri bambini, e cioè gli uomini del domani, possano trascorrere una giornata piacevole in Comune”. Soddisfatta dell’incontro, che ha toccato in particolare la tematica legata alla famiglia, è stato il presidente provinciale dell’Unicef, Emilia Narciso, il quale ha ringraziato il sindaco dell’opportunità che sarà data a tutti i bambini della città.
“Sono felice – ha detto Narciso – dell’interessamento mostrato in primis dal sindaco e poi dall’intera amministrazione comunale di Caserta, nei confronti di una tematica così importante come quella dell’infanzia. Quella di aprire le porte del Comune ai bambini è una bellissima iniziativa di natura senza dubbio singolare, in quanto fino ad oggi nessun sindaco in Italia ha spalancato le porte del Municipio ai bambini e agli adolescenti. Abbiamo in programma diverse iniziative – ha continuato il presidente Narciso – e credo che queste saranno sicuramente realizzate in collaborazione con l’amministrazione comunale di Caserta, la quale si è mostrata attenta e volenterosa di tutelare i diritti dell’infanzia”.

SOCIALE - Caserta - Del Gaudio:  Apriremo le porte del comune ai più piccoli  - Casertanews.it

fonte: CasertaNews.it
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Berlusconi: ‘ok impegni Ue, poi dimissioni’

Posted by admin | Attualità,Politica | martedì 8 novembre 2011 22:07

ROMA – Silvio Berlusconi non ha più la maggioranza alla Camera. I numeri sul rendiconto dello Stato approvato oggi dall’aula di Montecitorio, solo perché le opposizioni hanno deciso di non partecipare al voto, parlano chiaro: 308 voti a favore dell’esecutivo contro 321. Quota a cui arriverebbero tutte le opposizioni più i frondisti della maggioranza che oggi non si sono presentati a votare. Un risultato che lascia pochi margini di manovra al premier che, dopo un vertice a palazzo Chigi, si reca al Quirinale e dopo un faccia faccia con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano garantisce che annuncerà le dimissioni subito dopo il varo della legge di stabilità. La road map che il Cavaliere ha in mente, e che annuncia in diverse interviste televisive, conferma quanto ripetuto ai suoi fedelissimi nei giorni scorsi: “Dopo di me vedo solo le elezioni, il Parlamento è paralizzato”, mette in chiaro il capo del governo precisando però che “la scelta è nelle mani del Capo dello Stato”. Nessuna ipotesi viene scartata si spiega dal Quirinale. Nella nota con cui la presidenza della Repubblica spiega i contenuti dell’incontro con Berlusconi, si precisa tra l’altro: “una volta che il presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato, il Capo dello Stato procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione”. Insomma, per Napolitano ogni soluzione è aperta, anche l’ipotesi di un altro governo nel caso ci fosse una nuova maggioranza pronta a sostenerlo.

L’idea di un esecutivo tecnico, magari affidato a Mario Monti, così come un governo guidato da un altro esponente del Pdl (Letta o Alfano sono i nomi che circolano da ormai diverso tempo) viene bocciata dal Cavaliere così come dallo stato maggiore del partito: “Dopo Berlusconi, qualunque altra opzione, senza Berlusconi premier non sarebbe fattibile né accettabile nel rispetto del mandato elettorale del 2008″, precisa Altero Matteoli. Stesso ragionamento che fa Maurizio Lupi: “L’unica soluzione è il voto anticipato”. L’obiettivo del capo del governo sarebbe quella di arrivare allo scioglimento delle Camere per poi andare al voto proponendo come candidato premier il segretario del Pdl Angelino Alfano. Un progetto che avrebbe ricevuto l’ok della Lega Nord che vede col fumo negli occhi lo spettro di un “governissimo” guidato da un tecnico come Monti con l’appoggio di tutte le opposizioni e di una fetta consistente del Pdl. E questo anche perché la preoccupazione che attanaglia il partito di via dell’Umiltà, dopo le defezioni dei frondisti, è quella di “una vera e propria emorragia” di parlamentari pronti ad accettare un esecutivo di transizione per evitare le urne. Disponibile a tale soluzione è il leader del Pd Pier Luigi Bersani. Il segretario democratico chiede che il capo del governo acceleri la formalizzazione delle dimissioni e rilancia l’ipotesi di un esecutivo tecnico. Pollice verso invece all’opzione Letta o Alfano: “Non sarebbe transizione ma continuazione”, mette in chiaro. Ipotesi condivisa anche dal Terzo Polo. Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini chiama in causa direttamente il Cavaliere: “Sono convinto che Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria dell’Italia non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale”. Chi evita di cantare vittoria è il leader dell’Idv Antonio Di Pietro preoccupato che Berlusconi possa mettere in atto “l’ormai famoso mercato delle vacche” recuperando i malpancisti come fece l’anno scorso sulla mozione di sfiducia del 14 dicembre.

STASERA VERTICE BERLUSCONI-PDL A PALAZZO GRAZIOLI - Nuovo vertice a palazzo Grazioli questa sera intorno alle 21. Dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi ha convocato a via del Plebiscito i vertici del Pdl.

OPPOSIZIONI, OK DIMISSIONI MA ORA GOVERNO TRANSIZIONEdi Cristina Ferrulli

Dopo tutti i tentativi messi in campo, alla fine la spallata al Governo da parte delle opposizioni non arriverà in Parlamento. La ‘road map’ concordata tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premier Silvio Berlusconi, ‘congela’ infatti l’affondo deciso dalle minoranze, che erano pronte a presentare una mozione di sfiducia. Il confronto, invece, si sposta su come accelerare l’iter della legge di stabilità per impedire che il Cavaliere, dimettendosi a dicembre, chiuda le possibilità di un governo di transizione e punti al voto anticipato. Il Pd, addirittura, pur di chiudere gli spazi, annuncia con Bersani un suo possibile via libera al provvedimento – dopo comunque una “rigorosa” verifica – invocando al contempo la formazione di un governo di transizione. Una soluzione che raccoglie il convinto favore dell’Udc di Casini che, salutando la “via d’uscita” imboccata dopo l’incontro del Colle, entra in pressing su Berlusconi auspicando che ora abbia anche “la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale”.
Il film della giornata non ha però avuto sin dall’inizio un finale scontato. Per senso di responsabilità, chiesto dal Quirinale, il centrosinistra ha scelto di non partecipare al voto sul rendiconto consentendone così l’approvazione. Ma, prima dell’incontro al Colle, l’intenzione era di non fare nuovi ‘regali’ alla maggioranza, pianificando una mozione di sfiducia da votare quanto prima. “Noi non molliamo, Berlusconi si deve dimettere subito perché il paese non può aspettare 15 giorni”, assicurava nel pomeriggio Pier Luigi Bersani. E i numeri dei deputati della maggioranza che non hanno votato confermava la strategia dell’opposizione, altresì convinta che davanti al baratro altri parlamentari, contrari al voto, seguiranno. Certo, il leader del Pd era stato facile profeta osservando con i giornalisti che “Berlusconi è imprevedibile e quindi non si sa che cosa dirà a Napolitano”. L’esito dell’incontro al Quirinale spiazza l’opposizione che guarda con diffidenza alle mosse del premier: il sospetto è che a questo punto il premier cercherà di prendere più tempo possibile con il ddl stabilità per evitare la nascita di un nuovo governo. “Se approva la legge in una settimana – spiega un dirigente del Pd – va bene, altrimenti non ci facciamo prendere in giro per un mese perché é chiaro che lui vuole arrivare più in là possibile per poi andare al voto”. In serata lo stato maggiore del Pd si è riunito per valutare varie opzioni per accelerare le dimissioni. L’obiettivo è lavorare per allargare la base parlamentare per chiedere, quando ci saranno le consultazioni, un governo di transizione. “Noi per convenienza di partito – spiega Franceschini – dovremmo volere le elezioni visto che i sondaggi ci danno vincenti in ogni tipo di alleanza ma, siccome c’é un emergenza nel Paese, serve un governo di transizione che affronti le misure economiche e faccia una nuova legge elettorale”. Una posizione che non viene sposata però dal leader Idv Antonio Di Pietro , tornato a chiedere le elezioni che “sono il percorso migliore e immediato”. Della difficoltà dell’opposizione di concordare su una linea univoca sul governo di transizione è cosciente il leader Udc Pier Ferdinando Casini che, lasciando il Transatlantico dopo il voto, si limita ad un sibillino: “Non è ora di parlare, è ora di operare”.
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Scilipoti incerto su voto fiducia

Posted by admin | Politica | venerdì 4 novembre 2011 10:58

Auguri ai deputati del PdL che lasciano per andare nell’ U.D.C.
ROMA – “Potrei votare sì come potrei votare no la fiducia al maxiemendamento”. Così l’onorevole Domenico Scilipoti intervistato da Radio 24. “Auguri ai deputati del Pdl che lasciano per andare all’Udc. Pensano di avere delle buoni ragioni.”. Quanto alla fiducia sul maxiemendamento, Scilipoti spiega che ”ancora non si sa se ci sarà. Il Premier ha detto Vediamo cosa succederà”. Ma lei cosa voterà? “Potrei votare sì come potrei votare no” conclude Scilipoti.

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Tre deputati Pt lasciano gruppo

Posted by admin | Politica | venerdì 4 novembre 2011 10:51

ROMA – I deputati di Popolo e territorio Amerigo Porfidia, Elio Belcastro e Arturo Iannaccone lasciano il gruppo, per costituire una componente autonoma nel Misto, dal nome ‘Noi per il partito del Sud-Lega Sud’. ”Confermiamo la fiducia al governo”, dice Iannaccone raggiunto al telefono.

Per il momento il governo ha ancora la maggioranza, quindi Berlusconi è tranquillo ed è pronto ad andare avanti.

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Sindaco Salerno: ricandidarmi a governatore?

Posted by admin | Politica | giovedì 27 ottobre 2011 10:28

NAPOLI – ”Io non escludo niente. Ho il rimpianto di non aver potuto estendere un metodo di lavoro antiburocratico, ispirato a grande concretezza, anche sul piano regionale”. Così il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha risposto a Radio Crc, in merito ad una sua possibile ricandidatura a governatore della Campania. “Avremmo fatto la rivoluzione – ha detto – altro che la palude burocratica e il nulla in cui stiamo affondando”. Replica il consigliere regionale Gennaro Salvatore: ”La Campania non ha bisogno di proclami ma di un’azione di governo seria, ponderata e lungimirante, come quella messa in campo, e con feedback molto positivi, dal presidente Caldoro”.

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Caserta: si procede al dissesto finanziario

Posted by admin | Politica | venerdì 14 ottobre 2011 08:39

CASERTA – «Una scelta obbligata; un atto dovuto così come hanno sollecitato con una nota anche questa mattina la Corte dei Conti e ieri sera i revisori dei conti. È stato un atto coraggioso per garantire alla città la normalità persa in questi anni e per non far pagare ai nostri figli gli scempi del passato».
Così il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, che dallo scorso mese di maggio guida una coalizione di centrodestra ha motivato la delibera, approvata oggi dalla giunta, che avvia la procedura per la dichiarazione del dissesto finanziario.
Un provvedimento che il consiglio comunale dovrà approvare entro il 27 ottobre prossimo, scadenza imposta dal prefetto, Ezio Monaco, per l’approvazione del bilancio. «Con questo atto – ha aggiunto Del Gaudio – Caserta potrà lavorare per creare sviluppo, occupazione, evitando di inseguire probabili o presunti creditori ma operando a tempo pieno per la crescita economica, sociale e turistica del capoluogo di Terra di lavoro».
Nella conferenza stampa, il sindaco insieme con l’assessore alle finanze, Nello Spirito, presenti altri membri dell’esecutivo e consiglieri di maggioranza ha spiegato, anche attraverso le cifre dell’attuale situazione economico- finanziaria dell’ente: accertata una massa passiva di 162 milioni di euro; una massa attiva di 157 milioni di euro; un fondo destinato all’ente di 1,3 milioni di euro e, dunque un disavanzo di amministrazione di oltre 3 milioni di euro.
L’assessore Spirito, nello spiegare i motivi che hanno determinato il parere negativo del collegio dei revisori dei conti sul consuntivo 2010, ha elencato alcuni dei debiti più significativi non ancora onorati dal comune: 3 milioni e mezzo nei confronti dell’Enel, 1 milione e 100 con Telecom; un debito con il gestore della mensa scolastica per un milione e mezzo di euro; circa 6 milioni di euro con Caserta Ambiente, la società che ha in appalto il servizio di raccolta differenziata.
Una situazione debitoria che il mese scorso ha provocato, a causa dei pignoramenti di alcuni creditori, il ritardo di una settimana delle spettanze ai dipendenti comunali e che sta determinando lo sciopero dei circa 180 dipendenti di ‘Caserta Ambientè. Una astensione dal lavoro che sta causando gravi disagi nel centro e nelle frazioni dove, secondo una stima, sarebbero accumulate circa 800 tonnellate di immondizia.

fonte: www.ilmattino.it
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Di Pietro, il condono e’ un atto mafioso

Posted by admin | Attualità,Politica | lunedì 10 ottobre 2011 12:43

ROMA – ”Si tratta di un atto mafioso perche’ si fa un favore ai criminali”. Cosi’ il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, a Campobasso per una manifestazione elettorale ha commentato l’ipotesi di un condono. ”Piu’ si fanno condoni – ha aggiunto – e piu’ si stimolano i cittadini a non pagare le tasse tanto poi tutto viene cancellato. Chi evade deve andare in galera, piuttosto che usufruire dei condoni”.

fonte: www.ansa.it
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